Scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – “C’è un grosso equivoco nel dibattito pro o contro il piano Trump per chiudere dopo 12 anni la guerra in Ucraina.”
“L’equivoco dei vedovi inconsolabili e piagnucolanti perché la pace è ingiusta, anzi finta, anzi una resa per Kiev, perché Trump è putiniano e Putin non perde nulla e non viene punito, perché i confini sono sacri, è sempre lo stesso da due anni.”
“Cioè da quando Kiev fallì la controffensiva del 2023, conquistando meno territori di quelli che perse, al prezzo di 100 mila fra morti e mutilati.”
“Il generale Usa Milley l’aveva già capito tre anni fa, dopo l’unica offensiva ucraina riuscita nell’autunno 2022: ‘Non riprenderete Donbass e Crimea, profittate dello stallo per negoziare un compromesso’.”
“Fu ignorato da Rimbambiden, Nato e Ue al seguito.”
“Risultato: la mattanza del 2023 e la lenta ma costante avanzata russa/ritirata ucraina su tutto il fronte, fino al doppio crollo strategico di Kupyansk e Pokrovsk che spiana la strada per il Nord-Est (Kharkiv) e il Centro-Sud (Dnipro, Zhaporizhzhia e Kherson).”
“È il Paradosso di Kiev, ancor più estremo di quello di Tucidide.”
“Orsini, le altre penne del Fatto e pochi altri analisti lo teorizzano dal primo giorno: più l’Ucraina viene ‘aiutata’ dagli ‘amici’, più territori e uomini perde.”
“Uno normale cambierebbe ‘aiuti’ e ‘amici’.”
“O magari capirebbe che il miglior amico è quello che lo aiuta a salvare l’80% di territori rimasti, non a perderne altri per inseguire quelli che non riavrà.”
“Trump, anti-ideologico e spregiudicato, è l’unico leader ad aver accettato il principio di realtà, al posto delle fiabe che gli altri continuano a raccontarsi.”
“La realtà è questa: la Russia ha vinto la guerra e l’Occidente l’ha persa.”
“E l’equivoco è questo: la Russia non ha vinto perché Trump tresca con Putin, o perché non inviamo abbastanza armi, o perché c’è la guerra ibrida.”
“Ma perché la Russia è più forte dell’Ucraina, condannata a morte dalla Nato in una guerra per procura a suon di armi e miliardi, ma senza soldati.”
“Di qui deve partire il negoziato per avere qualche chance: dal verdetto del campo, che nessuna arma segreta o tatuaggio può ribaltare.”
“E gli sconfitti non possono dettare le condizioni ai vincitori (semmai il contrario): solo fornire ai russi una buona ragione per fermarsi anziché avanzare ancora, con una proposta che non possano rifiutare.”
“Non sarà etico, non sarà estetico, ma è l’unica strada, anche perché l’alternativa è molto peggiore.”
“La scelta, per Zelensky e i suoi reggicoda europei, non è fra la dignità e l’alleato americano ma fra una sconfitta oggi e una disfatta domani”.








