Secondo quanto riferito da fonti della Regione Toscana, sono di almeno 250 milioni di euro i danni in opere pubbliche subiti, da una primissima stima, per il maltempo. A questo conteggio andrà sommato quello dei danni ai privati, che si annuncia ingente, per il grande numero di abitazioni, fabbriche, aziende, coltivazioni devastate da acqua e fango. Il Governo ha riconosciuto lo stato di emergenza nazionale e stanziato 5 milioni per le prime operazioni di emergenza. «È un quadro disastroso» quello che emerge dalle prime verifiche che Confindustria Toscana Nord sta effettuando sui danneggiamenti provocati alle imprese dalle alluvioni iniziate già nel tardo pomeriggio di ieri.
«Eventi atmosferici che erano previsti ma non di questa entità e pericolosità, non consentendo quindi misure cautelative straordinarie; danni in molti casi anche estremamente gravi e comunque di enorme estensione, andando a coprire in misura diversa quasi tutto il territorio di riferimento di Confindustria Toscana Nord – si legge in un comunicato dell’associazione – difficoltà a gestire la fase immediatamente successiva all’alluvione, con fango e detriti da rimuovere; servizi essenziali come acqua potabile, energia elettrica, reti di comunicazione che in alcuni luoghi sono assenti o limitati».
Preoccupano anche, in prospettiva, i gravi danneggiamenti agli impianti, che rischiano di rimanere inattivi dato che per alcuni di essi i ricambi erano già adesso di difficile reperimento: fermi di produzione sono probabili. Un altro forte elemento di criticità, spiega Confindustria Toscana Nord, «è dato dagli effetti delle relazioni di filiera interne al territorio interessato dalle alluvioni: imprese che sono rimaste indenni dagli effetti diretti dei fenomeni potrebbero comunque subire rallentamenti o fermi della produzione a causa dei danneggiamenti subiti da fornitori o clienti in relazione a macchinari o materiali».
La massima concentrazione dei danni è nel Pratese, dalla città capoluogo a Montemurlo fino a tutti i comuni della provincia, oltre a Campi Bisenzio (Firenze), in particolare all’area industriale di Capalle, e Calenzano; ma problemi molto seri ci sono anche in comuni del pistoiese come, soprattutto, Quarrata, ma anche Agliana, Montale, Lamporecchio, Monsummano e vari altri; meno critica la situazione della lucchesia e della Versilia, ma gli eventi calamitosi non hanno risparmiato nemmeno quelle aree. Le stime dei danni al sistema produttivo sono complesse e richiederanno qualche tempo. Intanto dai primi riscontri si può affermare che la loro entità è stimabile, almeno per il momento, nell’ordine di molte decine di milioni di euro, fa sapere Confindustria Toscana Nord.








