L’occhio di Berlino sul mondo finora era il suo, incaricato dal ministero degli Affari esteri di rafforzare il ruolo della Germania in Europa e nelle relazioni internazionali. Ex segretario di Stato e capo delegazione ad Ankara, Varsavia e Washington, da due giorni Thomas Bagger è il nuovo ambasciatore tedesco a Roma, un diplomatico di grande esperienza che ha passato gli ultimi anni a osservare le crisi internazionali e a tessere la tela invisibile delle relazioni tra la Repubblica federale e gli altri partner.
In Italia arriva in un momento cruciale per i rapporti tra le due capitali, con un’intesa speciale che Merz e Meloni hanno più volte dimostrato e sottolineato. Ambasciatore, Lei arriva a Roma in un momento in cui i rapporti tra Italia e Germania dimostrano una certa solidità, chiede Nicola Pinna sul Messaggero di domenica 28 settembre. In quale direzione può andare un ulteriore rafforzamento?
«Non esistono praticamente altri due Paesi che abbiano rapporti così stretti e a così tanti livelli. Stiamo attraversando un momento speciale, una grande occasione nei rapporti italo-tedeschi. Il cancelliere Merz considera l’Italia e la Germania come partner strategici in Europa. Con il nuovo governo federale gli obiettivi politici dei due Paesi sono ancora di più sulla stessa linea. Il cancelliere federale Merz e il presidente del consiglio Meloni hanno concordato di incontrarsi nel mese di gennaio 2026 con tutti i ministri. Vogliamo dare un forte nuovo impulso alla nostra cooperazione».
In questi giorni in Europa lo spettro delle provocazioni russe fa temere il rischio di un’escalation: osservando la situazione da Berlino, questa situazione è più o meno concreta?
«È evidente a tutti quale minaccia rappresenti una Russia sempre più aggressiva. Naturalmente i nostri partner nell’Europa centrale e dell’est o nei Paesi Baltici percepiscono ancora più direttamente tale minaccia a causa della loro vicinanza geografica e della loro esperienza storica con la Russia. In Europa e nella Nato c’è consenso sul fatto che questa minaccia russa vada oltre l’Ucraina».
Alcuni giorni fa è stato necessario anche l’intervento dei jet tedeschi per allontanare gli aerei di Mosca dallo spazio aereo Nato. Ora si discute di potenziare la reazione, cosa ne pensa il governo della Germania?
«È fondamentale riuscire a dissuadere in modo credibile la Russia da un’ulteriore escalation. Gli sconfinamenti pericolosi nello spazio aereo della Nato da parte della Russia sono assolutamente inaccettabili. Con tali provocazioni la Russia sfida anche l’unità della Nato e dell’Ue. La reazione così rapida e compatta dimostra che siamo coesi e pronti a proteggere il territorio dell’Alleanza da qualsiasi minaccia. Lo vediamo nell’intervento dei jet tedeschi, ma anche nell’invio di jet italiani e nello schieramento di un sistema di difesa aerea. La Germania, inoltre, è particolarmente impegnata nel dispiegamento di una brigata in Lituania».
La Germania sente sicuramente più forte di altri Stati europei il pericolo di un allargamento del conflitto e gli effetti della guerra ibrida: cosa è necessario per blindare il continente?
«La Russia ha annientato brutalmente i nostri sforzi per un approccio di sicurezza cooperativa. Contro una Russia così aggressiva c’è sicurezza solo con una deterrenza più decisa. A tal fine servono due fattori: investimenti rapidi in migliori capacità europee e una determinazione saldamente ancorata nelle nostre società a difendere ciò che ci sta a cuore. Anche nelle nuove tecnologie, droni, satelliti, nell’approvvigionamento energetico e nelle capacità aereo-spaziali l’Europa deve diventare più forte. Il maggiore potenziale industriale in Europa lo hanno Italia e Germania».
Trump sembra pronto a concedere all’Ucraina i missili Tomahawk. La Germania è stata sempre molto prudente, anche al tempo della richiesta di Leopard da parte di Kiev. Pensa che fosse necessario che gli Usa prendessero questa decisione? Sarà una svolta per fermare l’avanzata di Mosca in Ucraina?
«È chiaro che dobbiamo aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia. Anche il cancelliere federale Merz ha avanzato nuove proposte in questo senso negli ultimi giorni. L’Ue, come gli Usa, dovrebbero stabilire insieme all’Ucraina quali equipaggiamenti procurare».








