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Tasse ai ricchi. La ricetta Mamdani può funzionare | L’analisi di Emanuele Felice

Sul Domani Emanuele Felice commenta la vittoria di Mamdani a New York. Il primo cittadino della Grande Mela – scrive l’editorialista – ha vinto perché propone di cambiare un modello di sviluppo che in questi decenni ha fatto esplodere le disuguaglianze e portato all’impoverimento di decine di milioni di americani, per i quali si è addirittura ridotta la speranza di vita.

Perché vuole redistribuire la ricchezza da una minoranza di milionari, spesso parassitaria e che ha flirtato per decenni anche con l’establishment democratico (oltre che con i repubblicani) a favore della gran parte dei cittadini.

Al centro del discorso di Mamdani vi è la critica serrata alla classe dei multimilionari, che ha reso New York invivibile per la gran parte delle persone comuni.

Il nuovo sindaco ha avanzato un progetto concreto di redistribuzione e lotta alle disuguaglianze.

Nel concreto le sue proposte riguardano il diritto alla casa (con la costruzione di 200mila nuove unità abitative, il blocco degli affitti, il rafforzamento delle tutele per gli inquilini), investimenti nei trasporti pubblici e negli asili nido, entrambi da potenziare e rendere gratuiti, la creazione di un network di supermercati comunali per contrastare il caro vita, l’introduzione di un salario minimo.

Per finanziare le nuove spese Mamdani propone, fra le altre cose, di aumentare le imposte sulle imprese, allineandole a quelle degli altri Stati federali, e una sovrattassa dell’1 per cento sui redditi individuali sopra il milione di dollari.

Propone in sostanza di redistribuire la ricchezza a favore di chi ha meno per rafforzare i beni pubblici essenziali.

Ma – avverte Felice – attenti qui in Italia a trattare il fenomeno Mamdani con sufficienza.

Il punto di fondo è che Meloni e questa destra, da noi, vanno sconfitte innanzitutto sul terreno economico: sulla povertà crescente, sui salari bassi, sullo smantellamento dei servizi pubblici, sulla deindustrializzazione dell’Italia e la stagnazione del Pil; su un sistema fiscale iniquo e che favorisce la rendita, mentre le politiche pubbliche scoraggiano l’innovazione e la crescita delle imprese.

Sono i temi cui Meloni non sa rispondere.

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