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Stretta del governo sulle rendite catastali, ecco quando scatta l’aumento | Lo scenario dello studio Foglia & Partners

Più Imu e imposte sulla casa?

Stando a quanto spiegato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il governo è a lavoro su una stretta che punterebbe alla revisione delle rendite catastali per chi ha usufruito del Superbonus, ma non solo.

La misura avrebbe nel mirino le circa 2 milioni di case fantasma e quelle, su quasi 500 mila che hanno usufruito del Superbonus, per le quali non è stata effettuata la comunicazione di variazione catastale a fine lavori.

Rispetto a quella che era sembrata inizialmente l’intenzione di introdurre un meccanismo automatico di aumento della rendita per tutti coloro che hanno beneficiato dei crediti, scrive MF-Milano Finanza, adesso l’ipotesi riguarda un rafforzamento dei controlli per chi non ha aggiornato le rendite.

Già da anni esistono norme che prevedono che dal momento in cui un proprietario esegue dei lavori sul proprio immobile, a determinate condizioni, bisogna presentare una revisione dei valori catastali.

«In un primo momento, l’interpretazione della norma lo riteneva necessario solo quando si aveva un ampliamento dell’unità immobiliare, modifiche interne dei vani, apertura di porte o finestre e cambio di destinazione d’uso», spiega Matteo Carfagnini, partner dello studio Foglia & Partners.

Nella pratica oggi la comunicazione di variazione di classe è rimessa al buon senso del contribuente e dei professionisti che lo assistono nei lavori.

La creazione di nuovi vani, il cappotto termico o l’aumento della prestazione energetica dell’immobile sono invece tutte circostanze che dovrebbero comportare la revisione della rendita.

Ciò che è certo è che la norma avrebbe un impatto su diverse imposte.

A essere interessata non sarà solo l’Imu (che si paga solo sulle seconde case e sulle prime case di lusso, mentre la stragrande maggioranza dei lavori realizzati soprattutto con i bonus riguardano prime case), ma anche le compravendite immobiliari tra privati (di immobili abitativi) perché le imposte di registro si basano sulla rendita catastale.

L’aumento della rendita fa scattare anche maggiori imposte sulle successioni e le donazioni degli immobili, perché anche in questo caso il valore dell’immobile ceduto si basa sul valore catastale.

A essere intaccato è anche l’aumento dei valori degli immobili nel modello Isee, il quale basa vari coefficienti proprio sul valore immobiliare derivante dalla rendita catastale.

Quanto al possibile impatto sul settore immobiliare, la norma non dovrebbe avere risvolti se non ipoteticamente sul mercato delle seconde case, che però, a fronte di un aumento dell’Imu, si potrebbero rivalere con l’incremento dell’affitto.

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