Sono 198 i miliardi italiani nascosti nei paradisi fiscali in giro per il mondo.
Mentre assomma a 192 miliardi il valore dell’economia sommersa nel nostro Paese.
In tutto fanno 390 miliardi, che se fossero a disposizione dello Stato italiano risolverebbero tutti i problemi di crisi, stabilità finanziaria e agenzie di rating.
Visto che ormai il fisco può accedere persino ai conti correnti, scrive MF-Milano Finanza, è possibile trovare il modo di recuperare questa enorme mole di denaro che da sola vale più o meno quanto le prossime emissioni di titoli di Stato nel prossimo anno e metà del costo annuale della macchina pubblica?
Quando si capirà che il debito pubblico è l’altra faccia della medaglia dell’evasione fiscale?
Il governo di Giorgia Meloni, alle prese con difficoltà di bilancio e ristrettezze della finanza pubblica già illustrate a dovere dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, deve fare una profonda riflessione.
Perché il rating dell’Italia è molto più alto della tripla B che le assegnano le agenzie di rating e non solo perché ha tassi di risparmio molto elevati e debito privato molto più basso della media.
Il rating italiano potrebbe essere da tripla A se solo si contabilizzasse quello che non si vede ma c’è.








