La strategia di investimento al Sud, sempre più strategico per le forniture di energia.
Ma anche la strategia per valorizzare il lavoro delle donne.
Due aspetti su cui si sofferma Monica De Virgiliis, presidente di Snam, che è tra le altre cose il primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale con una rete di circa 38.000 chilometri.
De Virgiliis, scrive il Sole 24 Ore, sarà oggi a Palermo per partecipare a una delle sessioni di ‘Donne sole al comando?’, che è poi il tema della 23esima Edizione di ‘Donna Economia & Potere’, il Seminario internazionale della Fondazione Marisa Bellisario che si chiude domani.
Sul fronte energetico il Sud, e la Sicilia in particolare, sono strategici per il Paese.
Su queste aree Snam ha puntato nel piano strategico 2022-2026 1,8 miliardi di euro di cui 450 milioni da investire in Sicilia.
Nel Sud Italia, Snam muove un’economia che nel solo 2022, stando ai contratti stipulati con i fornitori, ha espresso un volume di oltre 420 milioni, più di 168 milioni solo in Sicilia.
In totale al Sud nel 2022 le commesse Snam hanno dato lavoro a oltre 1.800 persone (più di 350 solo in Sicilia), per un valore aggiunto pari a 120 milioni (un terzo solo in Sicilia).
Non è un caso perché in Sicilia Snam ha una solida presenza.
Per esempio nella produzione di energia.
“Una tra tutte – dice De Virgiliis – è quella che riguarda il biometano con due impianti (a Caltanissetta e Marsala) che trattano circa il 17% del totale Forsu (la frazione organica del rifiuto solido urbano) prodotto nell’isola e danno un solido contributo sia in termini di economia circolare che in termini di produzione energetica: contribuiscono al fabbisogno di 5 mila famiglie”.
Il Sud e la Sicilia sono punti chiave per l’approvvigionamento: Mazara del Vallo, per dire, è area di approdo del gasdotto che arriva dall’Algeria, ormai nostro primo fornitore di gas.
Dal Sud passa la grande partita dell’idrogeno verde.
Il progetto, candidato come progetto di comune interesse (Pci) a Bruxelles, è il cosiddetto SoutH2 Corridor.
“Stiamo preparando la nostra infrastruttura e per il 70% saranno riutilizzate le condotte esistenti – dice la presidente di Snam -: il corridoio, che dovrebbe essere in pieno esercizio entro il 2030, non deve essere visto come un monolite”.
Questa rete, con una capacità di oltre 4 milioni di tonnellate l’anno (40% dell’obiettivo comunitario), trasporterà l’idrogeno verde prodotto in Nord Africa da fonti rinnovabili nel nostro Paese e poi anche verso Austria e Germania.
Sul fronte gas è in campo il potenziamento della linea adriatica: “è un progetto di due miliardi e mezzo – spiega De Virgiliis – di cui un miliardo di investimenti in Abruzzo.
Il tutto per fronteggiare i flussi addizionali di gas.
La chiusura è prevista nel 2027, è tutto autorizzato e stiamo cominciando a lavorare”.
In Sicilia intanto è in corso la realizzazione del metanodotto Gagliano- Termini Imerese: la fase 2 interessa 14 comuni e 3 province (Palermo, Enna e Caltanissetta), ha ottenuto il decreto di compatibilità ambientale (Via) a dicembre 2022 e a settembre la Regione siciliana ha avviato la procedura autorizzativa che porterà all’ottenimento del decreto di Autorizzazione unica: l’avvio dei lavori è previsto a gennaio 2025 e il completamento tra il 2026 e il 2027.
L’altra opera siciliana è la realizzazione della centrale Ibrida di Messina: qui saranno installate due unità di compressione elettriche.
L’opera ha ottenuto verifica positiva di non assoggettabilità a Via a dicembre 2022 e a febbraio 2023 è stata inviata istanza di Autorizzazione unica.
Snam è in attesa di avvio del procedimento da parte della Regione siciliana.
L’avvio dei lavori previsto a ottobre 2024, l’entrata in esercizio dei nuovi elettrocompressori nel 2027, con completamento lavori nel 2028.








