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Si può governare senza Silvio Berlusconi? | L’analisi di Flavia Perina

La morte di Berlusconi ha aperto alcuni interrogativi nel panorama della politica italiana. Si potrà governare senza di lui? Se lo chiede Flavia Perina. «È tutta in questa domanda la sfida del momento per la destra, che a pochi giorni dalla celebrazione del Cavaliere a reti unificate e a pochi minuti dalle commemorazioni in Parlamento, entra nella libera prateria che per tanto tempo ha desiderato ma la trova meno suggestiva, meno ospitale di quel che pensava», scrive sulla Stampa.

«Il rinvio sul Mes, il pasticcio sul Decreto Lavoro, persino gli imbarazzi nel commentare il caso di Daniela Santanchè, rivelano un nervosismo inaspettato davanti alla nuova fase, peraltro a lungo attesa: il momento in cui (“finalmente” dicono tanti a bassa voce) il campo politico è diventato tutto di Fratelli d’Italia, oltre la figura di un Lord protettore assai meno amato di quel che si è sentito nelle orazioni funebri. Per molti anni Silvio Berlusconi è stato un capo mal sopportato ma anche la Cassazione di ogni conflitto interno, perché la parola del leader contava più delle sue percentuali elettorali e il suo anatema spaventava non solo gli amici di partito ma anche ogni alleato».

«Governare senza Silvio Berlusconi risulta dunque una sfida molto più larga di quel che si era previsto, ma è la sfida della vita per Giorgia Meloni e i suoi. Grande parte di quel mondo ha vissuto come una sgradevole necessità gli atti di sottomissione che il berlusconismo ha richiesto in questo trentennio e ha sognato il momento in cui sarebbe stata padrona in esclusiva del suo destino. E tuttavia governare senza Berlusconi si deve, e sarà interessante vedere come il centrodestra risolverà il problema principale di questo “dopo” appena cominciato, che alla fine è anche un’occasione per tutti, destra e sinistra, amici e avversari: l’impossibilità materiale di trasferire ad altri il nocciolo dell’eredità berlusconiana, cioè la concentrazione di poteri e spregiudicate abilità che hanno costruito l’esperienza politica, umana e imprenditoriale del Cavaliere».

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