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Luca Schieppati (manager Trans Adriatic Pipeline): «Il Tap a pieno regime molto presto. Bisogna puntare sulle rinnovabili»

Già nell’ultima settimana “stiamo andando verso valori che non sono ancora al massimo, ma che tendono ad utilizzare tutta la capacità” del Tap. “Stiamo viaggiando a oltre 25 milioni di metri cubi al giorno”. In prospettiva per le forniture di gas all’Italia, “nel 2022 e nel 2023 andremo sostanzialmente in una situazione di pieno regime, cioè a portate di 10 miliardi di metri cubi all’anno, di cui 8 per l’Italia, 1 miliardo in più dello scorso anno.

Inoltre c’è la capacità aggiuntiva del 5%”. Lo dice, in un’intervista a Il Messaggero, Luca Schieppati, managing director della società che gestisce il Trans Adriatic Pipeline.

Il Tap “è dimensionato per trasportare 10 miliardi di metri cubi, più altri 500 milioni di metri cubi per lo short term”, spiega Schieppati. Per il raddoppio della capacità “siamo perfettamente in linea con la politica commerciale che Tap da un lato, e la politica energetica del governo dall’altro, stanno perseguendo da un paio di mesi – aggiunge -. Andare avanti quindi con le rinnovabili, sviluppare idrogeno e biometano, cui anche noi guardiamo con interesse, l’uso del Gnl per ammorbidire i picchi e il raddoppio del Tap”.

C’è “una grande opportunità quest’anno a luglio per gli operatori di chiedere capacità a lungo termine. In questo senso stiamo lavorando anche con Confindustria e con i ministeri della Transizione ecologica e degli Esteri”.

Se c’è una disponibilità “che ci consenta di superare il test economico e commerciale, a ottobre siamo pronti a firmare i contratti di trasporto e iniziare il potenziamento. Stiamo anche cercando come società di accelerare i tempi di realizzazione”.

Per realizzare gli investimenti “ci vogliono circa 40 mesi a partire dalla firma dei contratti – sottolinea -. Se fosse un raddoppio completo ci vorrebbero oltre 50 mesi”.

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