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Pia Saraceno (economista): «Il tetto al prezzo del gas serve a frenare la speculazione»

Per fermare o quantomeno rallentare la speculazione sul gas serve mettere un tetto al suo prezzo. Ad affermarlo è l’economista Pia Saraceno, che analizza la questione della crisi energetica in Italia. «Dopo mesi di trattative i governi europei sono riusciti a convergere sul cosiddetto “meccanismo di correzione del mercato” del gas che entrerà in vigore il 15 febbraio, durerà un anno, ma potrà essere sospeso in caso interferisca con la sicurezza degli approvvigionamenti. I paesi che si erano dichiarati fino ad ora contrari si sono astenuti, salvo l’Ungheria che ha votato contro, e la Germania che ha dato il suo assenso, ponendo il vincolo all’inserimento delle clausole di sospensione del meccanismo nel caso di tensioni sui mercati LNG».

«Gli organismi europei potranno dunque intervenire sui mercati quotati qualora i contratti derivati ad 1 mese dovessero raggiungere i 180 euro al MWh per tre giorni lavorativi consecutivi sul mercato regolamentato ICE index Netherland e se i prezzi all’ingrosso del gas europeo saranno, per lo stesso periodo, superiori di 35 euro al prezzo globale del gas naturale liquefatto. Di fatto, un tetto dinamico legato alle quotazioni del gas liquefatto sui mercati di riferimento per i cargo diretti in Europa», scrive sul magazine online InPiù.net.

«Il calcolo dei prezzi di riferimenti dell’LNG sarà effettuato dall’ACER (agenzia dei regolatori europei), che ha anche il compito di definire tutta la regolazione necessaria per rendere operativo il funzionamento del tetto senza che emergano potenziali elementi distorsivi. Il meccanismo, in altre parole, dovrebbe contrastare episodi di speculazione alimentati dal potere di mercato che la Russia, quale operatore dominante, può esercitare (e di fatto ha esercitato nell’ultimo anno) sul mercato europeo, ma essere attivato solo se i prezzi raggiungono livelli eccezionalmente elevati rispetto al mercato globale».

«Il tetto, che morderebbe in situazioni eccezionali, è stato superato più volte nel corso dell’estate anche per la simultanea corsa alle scorte per l’inverno di tutti i paesi europei. Più complesso valutare quando si sarebbe verificato lo spread di 35 euro con i prezzi del LNG. È un indice che sarà prodotto da Acer sulla base dei prezzi delle transazioni over the counter rilevate dalle agenzie indipendenti (Reuter, Platts, etc.) e dovrà includere anche i prezzi dei derivati dell’LNG quotati al UK National Balancing Point (“NBP”). È possibile che quella soglia sia stata sinora superata solo in pochi casi».

«Il meccanismo è disegnato per contenere gli eccessi di speculazione. La strada dell’affrancamento dalla dipendenza dalla Russia, e unica via per contrastare il caro energia, resta però quella di ridurre la domanda di gas, accelerando il ricorso alle rinnovabili. L’Italia, che aveva fatto del tetto al prezzo del gas un totem ed una battaglia politica, plaude al risultato europeo, anche se l’idea originaria era molto diversa. In base alle dichiarazioni della nostra premier, riappare poi l’obbiettivo fuori tempo di diventare il nuovo hub del gas europeo, che potrebbe costare agli italiani più del dovuto».

«Il nord Europa si è già dotato di rigassificatori e sta diversificando le provenienze di gas e difficilmente potremo compete come liquidità e strumenti di copertura con il TTF. L’Italia peraltro non ha ancora definito dove approderà la prima nave rigassificatrice destinata a Piombino (c’è un ricorso al TAR) e ne ha già prenotate altre due senza sapere dove collocarle. Parte della nuova capacità sarebbe destinata al mercato europeo. Ma se gli obiettivi di decarbonizzazione proseguiranno, le nostre navi rigassificatrici sarebbero agibili quando di gas ce ne sarà forse troppo, mentre il costo dell’infrastruttura in eccesso graverebbe sulla bolletta».

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