“Spesso ci si imbatte nella frase ‘come la moglie di Cesare’, che non solo dev’essere onesta ma non dare neppure adito a pettegolezzi. Ha origine da Pompea e dalla sua amicizia con Clodio. Cesare cacciò la moglie Pompea dichiarandosi convinto della sua innocenza ma non accettando che ella fosse chiacchierata”.
Così Carlo Valentini su Italia Oggi, chiedendosi: “Pompea come Sala? Cioè il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non è personalmente coinvolto negli affari urbanistici illeciti su cui la procura sta indagando ma un primo cittadino deve pure comportarsi al di sopra di ogni sospetto. Cioè non può permettersi di avere la testa sotto la sabbia in vicende tradizionalmente a rischio che riguardano l’urbanistica. Niente da obiettare che riceva amici e nemici, architetti e costruttori e dialoghi con loro. Ma proprio per questo – sottolinea l’editorialista – egli deve avere antenne issate e accorgersi se esiste un comitato d’affari, se ci sono dei si dice. La vogliamo chiamare ‘sensibilità politica’?
Al di là di come proseguirà l’inchiesta giudiziaria sta comunque emergendo un non governo dello sviluppo urbanistico, che ha dato inevitabilmente spazio ai procacciatori d’affari.
Un sindaco, se è bravo, non può ignorare tutto questo.
Gli inquirenti giustamente indagano, la politica non dovrebbe intromettersi, bene hanno fatto Giorgia Meloni a invitare alla cautela ed Elly Schlein a chiedere a Sala ‘cambiamenti concreti sull’urbanistica’.
Ovvero Milano dovrebbe dotarsi di un rigoroso (e trasparente) piano regolatore a cui debbano strettamente attenersi i successivi provvedimenti.
Con l’appendice, non secondaria, di evitare i conflitti di interesse, cioè che chi controlla non abbia pure le mani in pasta.
Sarebbe un modo costruttivo per voltare pagina e superare un’impasse che rischia di soffocare la prima area economico-finanziaria d’Italia.
Lo sviluppo avvenuto in questi anni della città (al di là dei disequilibri) è incontrovertibile, fino a farla gareggiare con le altre grandi metropoli d’Europa.
Sarebbe un delitto buttare a mare tutto questo, quando tra l’altro capitali e risorse umane sembrano spostarsi dagli Stati Uniti verso l’Europa.
È auspicabile che politica e giustizia convergano nel mettere ordine senza distruggere”.








