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Sala è salvo per la necessità di evitare il peggio | L’analisi di Stefano Folli

Stefano Folli su Repubblica commenta la vicenda che coinvolge il sindaco di Milano, Beppe Sala: “Oggi – scrive l’editorialista – questa nuova iniziativa giudiziaria non sembra avere molto in comune con la lontana Tangentopoli. Tutto è possibile, s’intende, ma anche le sorprese hanno bisogno di uno stato d’animo, di un’atmosfera drammatica in cui ogni giorno ci si aspetta qualche novità inquietante.

Se si ricorda la Milano di allora, non si può negare che adesso il clima politico sia diverso in modo radicale. Chi ha provato a dare una spallata alla giunta, lo ha fatto in queste ore senza troppa convinzione: quasi per onore di firma. Così i Cinque Stelle, che sono nati nel furore giustizialista e non possono rinnegare sé stessi. Così la Lega, che nei momenti topici ritrova sempre il filo misterioso che li riavvicina al vecchio partner del governo gialloverde.

Tuttavia sembrano anche loro consapevoli che il sacrificio dell’assessore Tancredi è il massimo che possono ottenere per come si sono messe le cose. Poi sono sempre possibili i colpi di scena, non prevedibili per definizione. Però la cronaca al momento dice altro.

Ciò significa – osserva Folli – che per un attimo si è sollevato il velo che nasconde la realtà. Vale a dire che il sindaco sembra salvo non tanto per l’entusiasmo del Pd nei suoi confronti, quanto per la necessità di evitare il peggio. La debolezza, almeno così pare, delle accuse rischiava di trascinare la città di Milano in un gorgo di cui nessuno era in grado di intravedere la fine.

E come si è visto, la stessa destra ha evitato di farsi travolgere prima del tempo. Il garantismo imposto da Giorgia Meloni, nonostante eccezioni anche significative, è dettato da un calcolo politico abbastanza ovvio. Non è interesse di nessuno accelerare le scadenze della crisi milanese. Tanto più che siamo esattamente alla vigilia del voto in Senato sulla riforma della giustizia: con la separazione delle carriere.

Il ministro Nordio e la premier – conclude Folli – sono convinti di aver segnato un punto importante nel confronto con la sinistra. È qui che si concentra la loro attenzione. Milano stavolta è uno scandalo secondario”.

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