I primi 51 obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti e “altri 45 saranno completati entro giugno. Di questi, sette sono già stati conseguiti. Entro la fine del mese dovrebbero diventare 10. A questi si aggiungeranno altri 7/8 da raggiungersi tramite specifici interventi normativi primari”.
Roberto GAROFOLI, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, fa il punto sul piano nazionale di ripresa e resilienza alla lectio magistralis per l’inaugurazione del nuovo anno accademico della Scuola di specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica (Spisa) dell’università di Bologna. La Spisa, attiva dal 1955, è una scuola di specializzazione che promuove la formazione di operatori professionali nel settore della pubblica amministrazione, del diritto e delle scienze amministrative.
Nuovo decreto per il Pnrr
Durante la sua lezione GAROFOLI ha poi annunciato che il Governo sta lavorando a un nuovo decreto-legge per il Pnrr, che sarà approvato nei prossimi giorni e faciliterà il raggiungimento dei prossimi obiettivi del piano, “come peraltro già fatto a novembre dell’anno scorso con il decreto n. 152 e prima ancora con il decreto n. 77”. Tra i temi affrontati nella sua lezione anche l’importanza della qualità tecnica dei corpi amministrativi con l’intervento dello Stato in economia.
“Lo Stato – ha sottolineato GAROFOLI – non è però solo azionista ma deve anche assicurare, tramite l’applicazione della normativa sul ‘golden power’, un difficile e delicato equilibrio tra l’esigenza di attrarre capitali stranieri e quella di mantenere il controllo su operatori strategici per la difesa, l’energia, la sicurezza degli approvvigionamenti, delle informazioni, delle dotazioni tecnologiche, delle telecomunicazioni, della salute e della filiera agroalimentare”.
Mappare le imprese strategiche
Sarà necessario irrobustire il patrimonio informativo sulle filiere strategiche italiane, realizzando una ‘mappatura’ di ciò che è strategico, creare canali di comunicazione sugli investimenti nazionali e valutare, sul modello di altre esperienze straniere, l’istituzione di una struttura per la sicurezza”, ha spiegato il sottosegretario.
GAROFOLI ha tra l’altro detto che “il nostro Paese ha di recente adottato alcune misure sul fronte del golden power, anche per ridurre il divario con gli altri Paesi”. Tra le misure, il rafforzamento della disciplina 5g e l’introduzione dell’obbligo per le imprese di redigere un Piano annuale di acquisto delle tecnologie, da notificare alla Presidenza del Consiglio.
Secondo i dati presentati dal sottosegretario, le notifiche e i procedimenti in materia golden power sono in netto e costante aumento e seguono una crescita esponenziale: 14 nel 2016, 30 nel 2017, 48 nel 2018, 83 nel 2019, circa 300 nel 2020, 465 nel 2021. GAROFOLI non ha tralasciato l’importante comparto dell’auto nel suo ragionamento.
La crisi dell’auto e la mossa della Germania
E ha introdotto l’argomento annunciando di aver visitato in mattinata lo stabilimento della Ferrari. “Proprio in questi giorni – ha spiegato – stiamo discutendo con il comparto delle auto e sappiamo che questa Regione è leader del settore. Temiamo che la Germania stia internalizzando il suo processo produttivo e che le filiere componentistiche italiane dovranno riallinearsi per seguire quel che accadrà in questo settore cruciale”.
Modello Ferrari
Un ingegnere della Ferrari ha spiegato al sottosegretario come le variabili del settore siano talmente incerte da non sapere quali saranno gli sviluppi finali del settore dell’automobile. “Mi ha detto, però – ha concluso GAROFOLI in un’aula dove ad ascoltarlo c’erano il rettore dell’università di Bologna Giovanni Molari e diversi studenti e docenti – che spingeranno ancora di più sulla flessibilità, sulla prontezza operativa e sulla capacità di adeguarsi alle rinnovate esigenze del mercato, noi dovremmo farlo rispetto alle esigenze delle istituzioni”.








