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Riparte la sfida nucleare, ‘ma niente grandi centrali’ | Lo scenario

Il ministero dell’Ambiente ha riunito per la prima volta la nuova Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile con le imprese, gli enti di ricerca, le università e le istituzioni interessate per sviluppare di una strategia nazionale. Un nucleare tutto nuovo, sostenibile e sicuro, e sette mesi per tracciare la rotta per realizzarlo. È questo il primo effetto della mozione approvata lo scorso maggio dalla maggioranza, con il supporto di Azione e Italia Viva, che ha impegnato il Governo a sostenere la ricerca tecnologica su fusione e fissione nucleare e a informare correttamente i cittadini su tali tecnologie.

«Non si tratta evidentemente di proporre il ricorso in Italia alle centrali nucleari di grande taglia della terza generazione, ma di valutare le nuove tecnologie sicure del nucleare innovativo», ha assicurato il ministro Gilberto Pichetto. Un suo predecessore, il deputato Cinque Stelle Sergio Costa, gli ha chiesto però di spiegare come intende «superare i due referendum» e la decisione «espressa ben due volte dal popolo italiano» che ha portato alla chiusura delle centrali nucleari dopo il disastro di Chernobyl. Fuori dal ministero, un gruppo di una decina di ambientalisti ha protestato con uno striscione. C’era scritto «Il nucleare non ci salverà. Stacchiamo la spina a questo sistema! Ecoresistenze».

«Nucleare privato, disastro assicurato», gridavano i ragazzi con un megafono. Erano andati via da poco quando hanno lasciato il palazzo i primi partecipanti alla riunione della piattaforma. Uno, dirigente di un’azienda americana che si occupa di rifiuti, sfoggiava una cravatta decorata da tanti simboli del pericolo di radiazione gialli e neri. Alla cronaca della giornata non è mancato un falso allarme bomba che ha portato all’evacuazione del ministero. Il pacco sospetto si è poi scoperto che conteneva dolci. In una nota Ultima generazione ha negato ogni coinvolgimento, condannato categoricamente l’atto e ribadito la propria natura nonviolenta.

Tra i nuclearisti più convinti c’è il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha incalzato: «L’Italia non può perdere tempo: dev’essere chiaro l’obiettivo di tornare a produrre energia pulita e sicura tramite il nucleare, a partire dai prossimi anni». Tra i più scettici, le ong ambientaliste. Nei giorni scorsi Legambiente, Wwf Italia, Greenpeace Italia e Kyoto Club hanno definito «una scelta sbagliata e insensata» quella del cosiddetto “nucleare sostenibile”, la cui realizzabilità secondo loro è tutta da dimostrare, ha costi alti, tempi lunghi e non elimina l’annoso problema delle scorie.

Intanto, l’attività della piattaforma è partita con tempi stabiliti: massimo 6 mesi per elaborare le proposte, poi entro 7 mesi è prevista una roadmap, con orizzonte al 2030 e 2050, per arrivare all’elaborazione delle Linee Guida con azioni, risorse, investimenti e tempi entro 9 mesi. Questi lavori saranno «la base per valutare l’elaborazione e l’adozione da parte dell’Italia di una Strategia nazionale per il nucleare sostenibile», ha spiegato il ministro Pichetto in un question time al Senato.

Questa strategia, secondo un documento pubblicato dal ministero alla fine della riunione, guarderà «al medio termine nel campo dei reattori modulari e nella fissione di nuova generazione» e anche nel lungo termine sulla fusione, «anche, per quanto possibile, in ottica del suo riutilizzo in reattori innovativi». Il ministro ha fatto riferimento espressamente, tra le tecnologie da valutare agli small modular reactor (smr), reattori modulari di piccola dimensione e i reattori nucleari di quarta generazione (amr), che usano metallo liquido come refrigerante minimizzando i rifiuti a lunga vita prodotti e rilasciando calore residuo che può essere impiegato per generare idrogeno o per il teleriscaldamento. I vari temi da affrontare saranno trattati attraverso sette gruppi di lavoro coordinati dal Mase con il supporto di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e Rse-Ricerca sul Sistema Energetico, società pubblica controllata da Gse.

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