Ha raggiunto 24,2 miliardi di euro al 31 marzo scorso il totale degli investimenti ammessi alla detrazione del Superbonus al 110%, in crescita rispetto al mese precedente quando erano 21,1 miliardi (+14%). Le detrazioni previste a fine lavori a carico dello Stato ammontano a 26,6 miliardi (18,6 quelle maturate per i lavori conclusi).
Lo rendono noto l’Enea e il ministero della Transizione ecologica indicando nella tabella nazionale 139.029 asseverazioni. L’investimento medio per i condomini è stato di 542.130 euro, per gli edifici unifamiliari 111.375 e 96.976 per le unità indipendenti.
M5S: governo intervenga subito per non bloccarlo
“Anche i dati Enea relativi al mese di marzo mostrano le importanti performance del Superbonus 110%, con 139.000 cantieri già autorizzati e oltre 24 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione. Questo significa case più efficienti e risparmi in bolletta per tante famiglie, ma significa anche crescita economica e nuovi posti di lavoro, ben 44.207 soltanto nel primo bimestre 2022. Per questa ragione chiediamo con insistenza al ministro dell’Economia Daniele Franco e al presidente del Consiglio Mario Draghi di intervenire subito per evitare che questo trend positivo subisca una pesante battuta d’arresto”.
Così in una nota i deputati del M5s Riccardo Fraccaro, Patrizia Terzoni e Luca Sut. “I detentori di abitazioni unifamiliari – aggiungono – sono stati lasciati in un limbo dall’incertezza normativa dei mesi passati e ora si trovano davanti allo scoglio della soglia del 30% di lavori da completare entro fine giugno. Accanto a questo c’è il caos determinato in tema di cessione del credito, con tantissime imprese già oggi in crisi di liquidità nonostante gli ingenti crediti già maturati in relazione a lavori regolarmente svolti e terminati”.
Per i 5 Stelle “è inaccettabile che si mettano i bastoni tra le ruote a una misura che tiene in piedi l’economia del Paese, aiuta l’ambiente e le famiglie in una fase complicatissima come quella che stiamo attraversando. Per questo chiediamo al Governo di ascoltare l’appello dei cittadini e la volontà pressoché unanime del Parlamento: con i nostri emendamenti – spiegano -, già con il decreto Energia all’esame della Camera, si può prevedere una proroga che dia più tempo per completare i lavori per le unifamiliari e, dall’altro versante, si può rimuovere il blocco alla cessione dei crediti che sta mettendo alle strette migliaia di aziende”.








