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Quanti rischi legali per le imprese italiane sul mercato Usa | L’intervento di Giuliano Iannaccone, Tarter Krinsky & Drogin

In un’era segnata da incertezze internazionali gli Stati Uniti confermano il ruolo di “porto sicuro” per le imprese italiane.

Una tendenza che si riflette nell’aumento significativo degli scambi commerciali e nelle decisioni strategiche di espansione delle aziende italiane in America.

Secondo il recente “Kpmg ceo outlook 2023”, i ceo in questa fase vedono proprio la geopolitica e la frammentazione dell’ordine internazionale il principale ostacolo alla crescita economica nei prossimi tre anni, superando preoccupazioni legate a pressioni inflazionistiche e inasprimento delle politiche monetarie.

Ad analoga conclusione giunge il “ceo survey october 2023” di EY, che evidenzia come, nonostante un generale ottimismo, i ceo siano consapevoli dei rischi geopolitici, macroeconomici e di mercato dell’attuale momento.

In questo contesto, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato al mondo, il maggior consumer market, il principale luxury market, ed offrono una relativa stabilità e prevedibilità legale insieme ad un ambiente economico particolarmente dinamico.

Del resto, i numeri parlano chiaro: il momento storico è favorevole per il business Italia-Usa e l’America rappresenta oggi il primo mercato di export italiano al di fuori della Ue, destinazione del 10% di tutto l’export italiano, e per il suo mix di large corporation e pmi, anche per il potenziale di operazioni straordinarie.

I dati dello Us Department of Commerce rivelano che l’interscambio commerciale bilaterale di beni e servizi ha raggiunto nel 2022 la cifra record di 117,3 miliardi di dollari, segnando una crescita del 23,5% rispetto al 2021, mentre le esportazioni italiane negli Usa hanno totalizzato un valore superiore agli 80 miliardi di dollari.

Inoltre, nei primi nove mesi del 2023 gli investimenti in m&a negli Usa da parte di aziende italiane sono stati 26, in aumento rispetto ai 25 dell’anno precedente, e il trend sembra positivo anche per il 2024/2025.

Non dobbiamo poi dimenticare che in totale, negli Stati Uniti sono attivi 1.826 investitori italiani che hanno quote di partecipazione in 3.519 imprese negli Usa – di cui 3.187 partecipazioni di controllo – sostengono circa 260.000 posti di lavoro e fatturano 143,7 miliardi di dollari.

Le ragioni che spingono un’azienda italiana a investire negli Usa possono essere diverse, ma senza dubbio attrae la possibilità di accedere a un vasto mercato di circa 335 milioni di abitanti, diversificando il rischio commerciale e capitalizzando il prestigio del Made in Italy nei più svariati settori.

Il timing dell’espansione è molto soggettivo, e dipende dalla maturità dell’azienda, dalla recettività del mercato americano e dalla capacità di affrontare sfide nuove.

Nonostante le enormi ed evidenti opportunità, l’espansione in America comporta però anche rischi significativi, soprattutto dal punto di vista legale, che Oltreoceano risulta particolarmente complesso – a causa della sovrapposizione tra ordinamenti federali, statali e locali – e sostanzialmente differente rispetto al sistema italiano.

Le nostre aziende devono saper navigare in queste acque con cautela, affidandosi a consulenti esperti e soprattutto considerando i costi legali che possono essere significativamente superiori rispetto all’Italia.

Una differenza che deriva non solo dalla spesa per la gestione di contenziosi ma anche dall’investimento in attività preventive messe in campo dalle aziende al fine di operare nel rispetto delle regole e mitigare, quindi, il rischio del contenzioso, che in America è particolarmente esasperato per sua natura.

Senza contare poi altri aspetti non secondari come le differenze culturali, la distanza fisica e la carenza di risorse umane qualificate, specialmente nei livelli non manageriali.

In sintesi, mentre gli Usa rappresentano un terreno fertile per il business italiano, le imprese devono essere consapevoli e preparate per affrontare le sfide uniche del mercato americano.

La chiave del successo risiede nella capacità di bilanciare immense opportunità con una comprensione approfondita dei rischi potenziali.

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