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[L’analisi] L’Europa ha armato Putin. La Russia usa i blindati italiani per l’invasione. Armamenti da Francia, Germania e altri 8 Paesi Ue. Ecco il paradosso della guerra

È stata l’Europa ad armare Putin. E lo ha fatto nonostante dall’agosto 2014, dopo l’annessione della Crimea, gli allora 28 Paesi Ue si erano messi d’accordo per un embargo totale di export di armi alla Russia. Ma il commercio è continuato. Perché l’embargo prevedeva una deroga: erano fatti salvi i contratti precedenti e persino le trattative precedenti all’agosto 2014.

Lo dimostra Investigate Europe (https://www.investigate-europe.eu/it/2022/stati-ue-hanno-venduto-armi-alla-russia/), consorzio internazionale qualificato di giornalisti investigativi.

“Fino a poco tempo fa, Vladimir Putin e il suo esercito erano ancora buoni clienti dell’industria europea degli armamenti. Infatti un terzo degli Stati membri dell’Unione europea ha esportato armi nella Federazione Russa, secondo i dati del gruppo di lavoro ufficiale del Consiglio sulle esportazioni di armi convenzionali (COARM), analizzati da Investigate Europe”.

Armi da 10 Stati Ue

“Questi dati di tutti i registri ufficiali delle esportazioni di armi dell’UE-27 mostrano che tra il 2015 e il 2020, almeno 10 Stati membri dell’UE hanno esportato un totale di 346 milioni di euro di armi in Russia. Francia, Germania, Italia, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Finlandia, Slovacchia e Spagna – in misura diversa – hanno venduto “equipaggiamento militare” alla Russia. La nostra indagine mostra che il termine “equipaggiamento militare” è ampio e può includere missili, bombe, siluri, pistole e razzi, veicoli terrestri e navi” scrive Investigate Europe.

152 milioni di attrezzature militari dalla Francia

“La Francia ha venduto alla Russia attrezzature militari per un valore di 152 milioni di euro. E la pone molto più avanti dei suoi vicini, esportando il 44% delle armi europee in Russia. Nel 2015 la Francia ha dato la sua autorizzazione all’esportazione di attrezzature militari.

121 milioni di forniture dalla Germania

Secondo le informazioni raccolte da Investigate Europe, la Germania ha esportato attrezzature militari per un valore di 121,8 milioni di euro in Russia. “Questo rappresenta il 35% di tutte le esportazioni di armi dell’UE verso la Russia. Consisteva principalmente di navi rompighiaccio, ma includeva anche fucili e veicoli di “protezione speciale” che venivano inviati in Russia. Il governo tedesco non ha risposto alle domande al riguardo”.

La fornitura italiana invece è diversa, e consiste prevalentemente in autoveicoli da guerra. Lo racconta Christian Schubert, corrispondente da Roma per il Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Iveco per la Russia

“Erano vietati solo i nuovi affari. Ad esempio, oggi sui social network come Twitter è possibile vedere un certo numero di veicoli militari russi presenti in Ucraina di fabbricazione italiana. Provengono dal produttore Iveco, che ha recentemente scorporato la sua attività di camion e difesa dalle attrezzature per l’edilizia e l’agricoltura. Per diversi anni Iveco è stata fornitore russo di un veicolo militare corazzato multiruolo, l’Iveco LMV (Light Multirole Vehicle). Il veicolo, che è ora alla sua quarta generazione, può essere armato e “trasportare una manciata di soldati in modo rapido e sicuro per qualsiasi missione”, secondo il sito web Iveco. 

Il veicolo corazzato 

“Iveco ha consegnato l’ultimo carico della LMV in Russia nel 2015. Il governo italiano di allora concesse un permesso speciale tramite il Ministero degli Affari Esteri dell’epoca, perché accetto l’argomento di Iveco secondo cui l’ordine tornava all’accordo originario del 2011. Iveco ha anche gestito per un certo periodo una joint venture con l’organizzazione Oboronservis del Ministero della Difesa russo”. 

Affare sfumato

“I veicoli blindati fanno parte dell’equipaggiamento delle forze armate russe dal 2012. Sono stati anche schierati durante la loro campagna in Siria. Secondo i media italiani, l’ordine originale valeva 1 miliardo di dollari a un prezzo unitario compreso tra 300.000 e 500.000 euro. Ma i russi in seguito si ritirarono in parte perché preferivano il modello domestico Gaz Tigr. Non si sa quanti soldi abbia guadagnato Iveco con l’LMV. La casa costruttrice – scrive il ancora giornalista tedesco – non vuole commentare oggi le consegne dei mezzi militari. Negli ambienti aziendali, invece, si sottolinea che le normative sono sempre state rispettate”.

Iveco valuta il ritiro dalla Russia

“Iveco – prosegue Christian Schubert nel suo articolo – ha cessato da tempo di essere attiva militarmente in Russia, ma l’azienda costruisce ancora camion in Russia in una joint venture. La società sta attualmente valutando un ritiro completo perché sotto l’attuale regime “è impossibile per me fare affari con la Russia”, ha detto a Bloomberg il CEO Gerrit Marx, un tedesco. Iveco ha smesso di vendere veicoli commerciali dopo lo scoppio della guerra. Continueranno a essere forniti solo i componenti per i vigili del fuoco”.

Il precedente in Iraq

“Purtroppo non è la prima volta. Due decenni fa, i soldati americani in Iraq hanno scoperto che il nemico aveva le stesse pistole Beretta che avevano loro”, ha detto Giorgio Beretta, analista di Opal, organizzazione non governativa in Brescia che controlla l’industria della difesa.

“Nel complesso, tuttavia, le esportazioni sono diminuite drasticamente dopo l’inizio delle sanzioni nel 2014. Questo spiega anche parte delle difficoltà che l’esercito russo sta affrontando oggi in Ucraina”, afferma l’esperto di armamenti Wezeman.

Le armi all’Ucraina

E poi si arriva al paradosso, perché l’Ucraina si sta difendendo dalla Russia – che ha a disposizione armi europee seppure un pò datate – utilizzando altre armi europee. Le armi fornite al governo di Volodymyr Zelensky dalla Ue, dopo lo scoppio della guerra.

E la giornalista Valeria Pacelli sul Fatto quotidiano diretto da Marco Travaglio elenca gli armamenti forniti dall’Italia.

“Alcune decine di lanciatori Stinger, e poi milioni di colpi 12.7e svariate migliaia di bombe da mortaio 120. E ancora: mitragliatrici Browning, razioni alimentari da combattimento, migliaia di elmetti e alcune decine di lanciatori Milan (missili anticarro)”.

Al riguardo vale la pena anche vedere una inchiesta giornalistica sui blindati made in Italy usati dall’esercito russo in Ucraina realizzato dalla trasmissione tv Piazza Pulita su La7. Qui il link https://www.la7.it/piazzapulita/video/le-armi-della-guerra-i-russi-hanno-anche-quelle-italiane-03-03-2022-426716

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