Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’analisi] Putin impianta la cortina di ferro tecnologica per difendersi dalle news dell’Occidente 

Dopo le indiscrezioni sui piani per una disconnessione dall’Internet globale, Mosca sembra sempre più intenzionata a perseguire il progetto di una cortina di ferro tecnologica per supplire con mezzi autarchici a software, dispositivi e servizi tagliati dalle sanzioni occidentali. Mentre Twitter – bloccato nel paese – lancia un versione della piattaforma su Tor, programma molto usato dai cittadini russi, che può aiutare a eludere blocchi e censure. Il processo di ‘sovranizzare’ la tecnologia per staccarsi dall’Occidente è in atto da tempo.

La legge sui media di Mosca

Mosca, in forza di una legge, dal 2019

  • ha costruito una sua intranet ‘RuNet’ con cui potrebbe rendersi autosufficiente dall’Internet globale, anche se pochi giorni fa ha smentito piani di disconnessione;
  • ha un suo social network Vkontakte sotto il controllo di aziende filo governative (gli utenti attivi sarebbero poco più di 100 milioni);
  • ha creato il suo motore di ricerca Yandex su cui fa filtrare le informazioni e la pubblicità (che ora però rischia il default per le sanzioni);
  • ha approvato il divieto di vendita di dispositivi privi di app russe preinstallate;
  • prova sistematicamente a lanciare smartphone ‘fatti in casa’, al momento però senza grande successo.
Gli Smartphone del regime

In occasione della decisione di Apple e Samsung di tagliare i ponti con il paese, due deputati della Duma, Maria Butina e Denis Maidanov, sono tornati alla carica lanciando un appello ai cittadini russi a usare i telefoni AYYA T1, sviluppati dalla compagnia locale Smartecosystem. È una delle tante società sotto l’egida di Rostec, colosso statale con sede a Mosca, fondata nel 2007 su volontà di Putin per gestire centinaia di aziende nazionali attive in mercati strategici, in particolare nell’industria della difesa e dell’hi-tech.

Mentre, secondo il sito Kommersant, per continuare a far funzionare imprese e governo dal punto di vista tecnologico, Mosca starebbe pensando di usare le versioni pirata di alcuni sistemi operativi più popolari – Microsoft ha interrotto la vendita dei suoi prodotti dopo l’invasione dell’Ucraina – grazie ad una modifica dell’articolo 1360 del codice civile.

Il progetto Tor scombina i piani del Cremlino

A scombinare i piani di isolamento del Cremlino torna alla ribalta Tor, un progetto no profit più che ventennale gestito da volontari che è spesso venuto in soccorso agli attivisti. E’ un software gratuito che consente di navigare in modo anonimo e sicuro attraverso una rete messa a disposizione da volontari. Ebbene Twitter, social bandito dalla Russia, nelle ultime ore ha lanciato una versione Tor del suo sito per proteggere la privacy ed eludere la censura. La scelta della piattaforma, proprio in questo momento storico, è un passaggio significativo visto il ruolo fondamentale della rete nella battaglia informativa.

E soprattutto quella del microblog non è una scelta isolata: anche Facebook, altro social bloccato in Russia, ha da tempo una versione Tor così come Bbc e ProPublica. Secondo i dati pubblicati sul blog di Tor, la Russia è il paese con il secondo maggior numero di utenti, oltre 300.000 giornalieri pari al 15% di tutti gli utenti mondiali del software

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.