Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Pregiudizi e interessi | L’analisi di Ernesto Galli Della Loggia

Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere parla di diritto, pregiudizi e interessi dietro le decisioni delle Nazioni Unite: “Prima circostanza di fatto: il 13 giugno scorso Israele ha aperto le ostilità contro la Repubblica islamica dell’Iran lanciando un devastante attacco aereo contro il suo territorio. Non c’è dubbio: Israele ha aggredito l’Iran, e a tutti gli effetti del diritto internazionale è uno Stato aggressore. Così come certamente uno Stato aggressore sono da sabato notte gli Stati Uniti. Eppure, sebbene sia questa la realtà di fatto meno recente — una realtà riconosciuta da tutti come tale — su un altro piano, invece, la realtà appare assai diversa. Secondo notizie reperibili nella rete, infatti, a petto di ben 73 risoluzioni delle Nazioni Unite che a partire dai primi anni ’50 hanno condannato Israele per i più svariati motivi ma tutti riferibili alle diverse guerre che l’hanno opposto ai Paesi arabi e alle sue politiche nei confronti dei palestinesi, a petto di queste 73 risoluzioni, dicevo, non se ne conta neppure una che abbia condannato l’Iran per le sue attività anti israeliane: sebbene da sempre notissime e orgogliosamente rivendicate dallo stesso governo di Teheran.”

“Mi domando allora – osserva Galli Della Loggia – che immagine si possa e si debba avere del diritto internazionale se sono questi i criteri di valutazione che ispirano l’Onu, cioè, almeno in teoria, la massima assise della moralità internazionale e dei suoi valori: i medesimi, per l’appunto, che dovrebbero essere rappresentati dal suddetto diritto. È difficile sottrarsi al dubbio, insomma, che il diritto internazionale e il retroterra etico che dovrebbe essere il suo, allorché si trasferiscono sul piano della valutazione dei comportamenti eminentemente politici degli Stati e dei loro organi, sia destinato fatalmente a perdere il carattere dell’imparzialità — cioè il carattere costitutivo per antonomasia di ogni diritto e di ogni etica — per diventare qualcosa d’altro.”

“Il fatto è che però quelle risoluzioni dell’Onu, quel diritto internazionale, quei tribunali, quei verdetti, sono all’istante rimbalzati e amplificati incessantemente dai media e dai social, hanno un’eco potentissima e producono un altrettanto potente effetto politico. Agli occhi dell’opinione pubblica essi finiscono per figurare come la definizione della verità, «L’ha dichiarato l’Onu!», «L’ha stabilito un tribunale internazionale!», si sente dire: laddove troppo spesso, invece, si tratta unicamente della solita vecchia politica, con il suo solito corredo di interessi e di pregiudizi.”

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.