La crisi climatica «è una sfida globale, non solo nostra. Il grande sforzo è fare azioni compatibili con la vita economica e quella sociale». Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo questa mattina alla presentazione del libro “Ecoshock – Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” di Giuseppe Caporale alla sala della Sacrestia di Palazzo Valdina. «Il cambiamento climatico esiste: quest’inverno la temperatura media è stata superiore di oltre 1,21 gradi alla media degli ultimi 50 anni. Non siamo sul Titanic, stiamo invertendo la rotta. Ma significa avere la percezione che non si torna più indietro, dobbiamo creare condizioni diverse anche del nostro vivere e della nostra centralità come umano».
La presentazione del libro è stata organizzata dal padrone di case, l’onorevole Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera che sul tema ha ricordato: «La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è presente nella nostra Costituzione e questa è una forma di grande rispetto per le generazioni future. Il nostro sforzo è quello di far passare un diritto che è sulla carta in un’azione concreta a beneficio di tutti i cittadini».
All’evento è intervenuto anche il presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia, il prof. Luigi Balestra, che ha analizzato il tema della transizione energetica sotto il profilo della capacità di spesa: «Il vero problema non è tanto il reperimento dei fondi, anche se un maggiore sforzo sovranazionale in questo senso è auspicabile. Quello su cui bisogna incidere maggiormente è la capacità di spesa dei singoli enti e delle singole istituzioni locali, anche perché molti dei fondi che vengono messi a disposizione devono poi essere restituiti perché, appunto, non spesi».
«La strada più difficile è tenere insieme la sostenibilità economica e quella ambientale, partendo da un cambiamento culturale che è richiesto a tutti i cittadini», ha dichiarato Giuseppe Caporale, direttore dell’Osservatore Riparte l’Italia e autore del libro Ecoshock. «Una cosa appare abbastanza evidente. Non possiamo illuderci in una risoluzione fisiologica del problema, come ci fosse una sorta di reversibilità. Tocca a noi fare qualcosa prima che sia troppo tardi».
«Dobbiamo intervenire» ha quindi concluso il ministro Pichetto Fratin «da un lato sull’adattamento e dall’altro sul fronte della mitigazione. Dunque, adattare il nostro territorio a quello che è un clima diverso, mentre l’azione di mitigazione è quella dei governi mondiali sul fronte della decarbonizzazione, che è uno dei grandi elementi che incide sul fattore clima. Speriamo che l’Italia e l’Europa non rimangano una best practice, ma una startup che si diffonde e per raggiungere l’obiettivo. C’è anche però tutto un fronte che ci impone delle azioni. La principale è sul fronte energetico rispetto alle emissioni, ed è un obiettivo raggiungibile, ci vuole la determinazione a farlo: l’abbattimento delle emissioni al 55% al 2030».








