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Parlare male del fisco rende dal punto di vista elettorale | L’analisi di Corrado Augias

Corrado Augias su Repubblica commenta le dichiarazioni di Meloni sullo Stato che deve essere amico del contribuente: “La mia ipotesi – sottolinea – è che la presidente del Consiglio si sia ispirata a Silvio Berlusconi, abbia cioè imparato da lui che parlare male del fisco, denunciare uno Stato che «mette le mani in tasca ai cittadini», dal punto di vista elettorale è una rendita sicura. Soprattutto in un Paese che, per ragioni storiche lungamente dibattute e a tutti note, non possiede né una salda coesione identitaria né una robusta e diffusa moralità civica. Saremo vostri amici, dice in sostanza, Giorgia Meloni a commercianti e imprenditori.

Del resto lo ha già dimostrato (a parte il recente decreto) con un episodio non sufficientemente illustrato. L’Agenzia delle Entrate ha annunciato settimane fa d’aver recuperato al pubblico tesoro una cifra superiore a 20 miliardi. Briciole, se vogliamo, nella voragine dell’evasione, però briciole benedette, che possono essere un segnale, indicare cioè una direzione. A Palazzo Chigi – scrive Augias – si sarebbe dovuto far festa, luci, champagne, per molto meno sono stati diffusi annunci roboanti. In questo caso invece s’è detto poco e con ritardo, toni sommessi, laconicità.

C’è anche qui un sottinteso: nessuno pensi che vogliamo costringere gli evasori a pagare tutto e subito, tanto meno con metodi polizieschi, men che mai applicando sanzioni. Sorge, in chiusura, la vera domanda: che cosa vuol dire ‘Stato amico’? È lo Stato che strizza l’occhio? Che sussurra di non preoccuparsi? Che fa capire che alla fine sarai perdonato quale che sia l’omissione di cui sei autore? C’è un’altra visione dell’amicizia tra cittadini e Stato. È il rapporto dove lo Stato esige il rispetto dell’articolo 53 della Costituzione: ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva’.

Perché io, Stato, ti restituirò i soldi che ti prendo con una sanità migliore, scuole più efficienti, insegnanti meglio pagati, medici che non devono fuggire all’estero, laboratori di ricerca che assicurino il progresso, migliorino la convivenza, tutte cose che, in definitiva, ti facciano vivere in un Paese migliore. Più amici di così”.

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