Dopo due mesi dall’ultimo incontro col governo e a quasi due mesi dal 30 novembre, termine ultimo di Arcelor Mittal per esercitare la clausola di uscita da Taranto, il segretario della Uilm Rocco Palombella lancia l’allarme sull’Ex-Ilva.
La crisi Covid ha accentuato le condizioni critiche in cui l’industria siderurgica versava. Dopo la rimozione dello scudo penale e la volontà dichiarata da Arcelor Mittal di rimettere il gruppo nelle mani dello Stato, l’ex-Ilva è stata travolta dall’emergenza sanitaria che ha implementato l’empasse.
A questo proposito il segretario della Iulm Palombella chiede l’intervento urgente del governo, per mettere al riparo Taranto da un’emorragia occupazionale che rischia di diventare inevitabile.
“Abbiamo continuato a chiedere al Governo di essere convocati. La situazione dell’ex Ilva resta drammatica e questo indipendentemente dalla questione dell’emergenza Covid-19. Aspettavamo una convocazione dopo qualche giorno in seguito all’incontro del 9 giugno: ormai sono passati 2 mesi senza che il governo si sia fatto sentire”.
Come afferma Palombella, l’ex-Ilva vive una condizione di paralisi, implementata dalla mancanza di confronto con Arcelor Mittal. Ad aggiungersi ai numerosi problemi presenti, le aziende in subappalto reclamano pendenze per 40 milioni di euro, per lavori effettuati senza aver più alcun riscontro.
“A quanto ci risulta delle trattative si stanno verificando tra ArcelorMittal e i tecnici del ministero dello Sviluppo economico. Sappiamo che il Governo ha messo circa 500 milioni di euro per la nuova società, ma il problema è che ogni giorno che passa la situazione è sempre più drammatica dal punto di vista ambientale, occupazionale e degli impianti”.
L’addio della multinazionale francoindiana da Taranto provocherebbe un’ecatombe, al costo di una piccola penale. “A novembre – aggiunge Palombella – ArcelorMittal rischia di consegnare impianti che continuano a cadere a pezzi, dopo aver distrutto uno dei più grandi siti siderurgici. Ad ArcerlorMittal resteranno le quote di mercato che è l’unico vero obiettivo del gruppo”.
Nelle ultime ore il colosso del siderurgico ha comunicato ai sindacati la tramutazione della cassa integrazione per 8.182 lavoratori Arcelor, da ordinaria a causa Covid, per un massimo di sei settimane con decorrenza 3 agosto.








