“Sullo sfondo della piazza del Duomo gremita, con il tributo popolare a Silvio Berlusconi e l’omelia certo abile e non convenzionale dell’arcivescovo, si è chiusa una pagina e se ne è aperta un’altra nella storia del centro-destra”.
Lo scrive Stefano Folli su Repubblica sottolineando che “la sfida per Meloni inizia ora”: “Nel corso degli anni – osserva l’editorialista – la sinistra è stata, sì, sconfitta dalla marea berlusconiana, come ha tenuto a sottolineare Giorgia Meloni, ma soprattutto ha perso per avere smarrito la connessione con l’Italia profonda. Quell’Italia che ancora ieri rendeva omaggio al suo leader carismatico, benché in buona misura avesse ormai smesso di votarlo. Senza peraltro cessare di considerarlo quasi un capo mistico, al di sopra delle guerre politiche. E qui si torna al passaggio cruciale: chi saprà raccogliere il complesso lascito? L’erede c’è e si chiama Meloni. Ieri tutta la solenne e rumorosa cerimonia, giudicata con il metro della politica, trasmetteva questo messaggio.
Comunque – sottolinea Folli – questa è solo metà della storia. L’altra metà riguarda l’uso che Giorgia Meloni vorrà fare del suo scettro. Per un anno FdI e Forza Italia saranno come un pianeta e il suo satellite, votati alla stessa convergenza in Europa: quell’intesa tra Popolari e Conservatori che nelle intenzioni dovrebbe segnare la prossima legislatura del Parlamento di Bruxelles. Ma c’è da credere che il vero obiettivo della premier sia rafforzarsi in Italia. Se poi riuscirà a governare anche l’Unione, tanto meglio. Ma lo scopo è costruire in Italia un partito conservatore sul modello dei repubblicani americani.
Le tappe del viaggio restano da definire e si può anche immaginare uno schema binario tipo la Cdu e la Csu tedesche. Si può altresì supporre che la Lega alla fine starà dentro la cornice, sia pure con il profilo dell’alleato autonomo. Tuttavia la vera partita di Meloni riguarda la collocazione dei nuovi conservatori in Europa. Il sentiero è stretto – conclude – ma alla fine potremmo avere un centrodestra più europeo. Richiederà molta qualità Politica”.








