Dalle capsule di caffè agli aerei di linea, l’alluminio, il cui prezzo sta battendo i record sui mercati mondiali, si sta affermando come uno dei metalli di riferimento dell’energia di transizione, attraverso l’elettrificazione, dopo aver consentito lo sviluppo dell’industria tradizionale. Oggi ha aggiornato i massimi dal 2008 a Londra dopo il nuovo lockdown scattato nell’hub cinese di Baise a causa dell’aumento di casi Covid. Il prezzo del metallo ha raggiunto i 3.236 dollari la tonnellata (+3,3%).
L’alluminio registra la migliore prestazione dell’anno sull’Lme e si avvicina al massimo storico sopra 3.380 dollari. Classificato al secondo posto tra i metalli più sfruttati sulla Terra dopo l’acciaio, secondo l’organizzazione Aluminium Europe che federa questa industria nell’Unione Europea, l’alluminio è più leggero dell’acciaio, ha una buona resistenza alla corrosione e alle deformazioni ed è completamente riciclabile. Ampiamente utilizzato nell’industria navale e ferroviaria sin dal 19esimo secolo, è diventato anche il metallo di riferimento per l’aeronautica grazie alla sua ‘leggerezza’ che ha ridotto il peso degli aerei, anche se la fibra in carbonio sta prendendo sempre più piede.
In edilizia, le sue proprietà hanno permesso d’innovare e alleggerire con profili, cancelli, strutture per balconi e ringhiere, sia utilizzato ‘puro’ sia sotto forma di leghe. Nella vita di tutti i giorni l’alluminio è onnipresente nelle cucine (vassoi per alimenti, lattine per bibite, capsule di caffè) così come negli aerosol e nei prodotti farmaceutici. La sua densità è di 2,7 grammi per centimetro cubo, circa un terzo di quella dell’acciaio (7-8 g/cm3) e del rame (8,96 g/cm3).
Conduttore elettrico migliore del rame, l’alluminio sta diventando un riferimento anche per le apparecchiature di linee ad alta tensione, bobine di trasformatori o cavi interrati e sottomarini. Apparecchi la cui domanda esploderà con la prospettiva di aumentare la capacità di produzione di energia elettrica per compensare il calo dei combustibili fossili. Essendo anche più leggero e resistente dei materiali tradizionali, l’alluminio potrebbe imporsi nell’elettronica.
La transizione energetica promette anche di utilizzarlo in tecnologie a basse emissioni di carbonio, come il confezionamento delle batterie o le celle a combustibile alimentate a idrogeno, sottolinea il centro di ricerca Ifp Energies nouvelles. Secondo lo US Geological Survey del 2021, le riserve mondiali di bauxite, il minerale utilizzato per produrre alluminio, si trovano principalmente nelle aree tropicali e subtropicali: Guinea (24,9%), Australia (17,2%), Vietnam (12,5%), Brasile (9,1%) e Giamaica (6,7%).
Ma il principale produttore mondiale di bauxite è stata l’Australia nel 2020, seguita da Indonesia e Cina, secondo la Cyclops Commodities Guide 2021. In Europa, la produzione di alluminio ha risentito negli ultimi mesi delle ripercussioni dell’impennata elettrica, con quasi la metà delle fonderie di alluminio che ha dovuto ridurre la produzione o chiudere completamente negli ultimi mesi, incapaci di far fronte all’aumento dei prezzi.
A fine 2021 l’Europa aveva così perso “quasi 650.000 tonnellate della sua capacità produttiva” di alluminio con stabilimenti che operavano solo al 65% della loro capacità, aveva indicato Gerd Gotz, direttore generale di European Aluminium, il 21 gennaio scorso.








