L’anno prossimo il debito pubblico italiano, in rapporto al Pil, è previsto ad un livello di poco inferiore – appena 2,4 punti percentuali – rispetto a quello della Grecia.
I rapporti debito/Pil dei due Paesi seguono traiettorie divergenti: quello italiano tende al rialzo, principalmente a causa dell’eredità del Superbonus edilizio, mentre quello della Grecia tende a calare.
Secondo le stime della Commissione europea, il debito della Repubblica Ellenica dovrebbe passare dal 153,6% del 2024 al 146,6% nel 2025 e al 140,6% nel 2026. Quello della Repubblica Italiana, invece, è previsto in aumento: dal 135,3% del 2024 al 136,7% del 2025, fino al 138,2% del 2026, appena 2,4 punti percentuali al di sotto di quello greco.
La Grecia è stata salvata negli anni scorsi dai partner dell’area euro e dal Fondo Monetario Internazionale (la cosiddetta Troika – Commissione europea, Bce e Fmi) e sottoposta a successivi piani di risanamento.
I mercati obbligazionari riflettono già questa situazione: i titoli di Stato greci decennali rendono il 3,41%, mentre quelli italiani rendono di più, il 3,66%. Il Bund tedesco, considerato ancora oggi il safe asset europeo per eccellenza, paga il 2,64%.
Un alto funzionario dell’Unione spiega che il fatto che il debito italiano continui a crescere, mentre il deficit cala, è un “effetto” dell’eredità del Superbonus edilizio.
Non è tuttavia una sorpresa: “Per un paio d’anni ci attendevamo che ci sarebbe stata una divergenza tra deficit e debito e questa divergenza è inclusa nel piano settennale di rientro previsto per il nostro Paese in base al nuovo Patto di stabilità”, conclude.








