“Nel complesso del 2024 l’export in valore registra una lieve flessione, -0,4% (stazionario nel 2023), che risulta in lieve crescita al netto dei prodotti energetici (+0,3%)”: lo comunica l’Istat nei dati di dicembre.
A contribuire al calo sono in particolare le minori vendite di autoveicoli (-16,7%), mezzi di trasporto esclusi autoveicoli (-8,9%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,4%).
“Il 2024 si chiude con un deficit energetico in netta riduzione rispetto al 2023 e un avanzo commerciale in forte miglioramento (+54,9 miliardi di euro)”, aggiunge Istat.
“La riduzione delle esportazioni riguarda molti settori della manifattura, per quanto con diversa intensità”, spiega Istat.
“All’opposto, un’importante azione di sostegno all’export nazionale deriva da un numero ristretto di settori con aumenti delle vendite all’estero di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti (+19,6%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+9,5%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,9%)”.
Crescono anche le esportazioni di sostanze e prodotti chimici (+2,0%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+3,2%)”, aggiunge l’Istat.
“La lieve flessione delle esportazioni in valore nel 2024 riflette una crescita dei valori medi unitari (+2,1%) e una riduzione, di quasi pari entità, dei volumi (-2,4%)”.
I valori medi unitari all’export crescono per tutti i raggruppamenti, a esclusione di beni intermedi (-1,7%) ed energia (-4,6%).
Riguardo ai volumi, si rilevano contrazioni particolarmente marcate per energia (-14,8%) e beni strumentali (-8,4%) e una riduzione più contenuta per beni di consumo non durevoli (-0,5%); crescono i volumi esportati di beni di consumo durevoli (+9,4%) e, in lieve misura, di beni intermedi (+0,6%)”, spiega Istat.
Per le importazioni la riduzione in valore (-3,9%; -10,3% nel 2023) è spiegata principalmente dal ridimensionamento dei volumi acquistati (-2,8%), mentre i valori medi unitari flettono dell’1,2%.








