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Msc compra il 49% di Moby | L’iniziativa

A poche ore di distanza dall’intervista a MF-Milano Finanza di Diego Aponte, presidente di Msc, che ha annunciato la disponibilità a riaprire la partita Ita Airways e l’imminente closing su Italo, lo stesso gruppo ginevrino è emerso come il nuovo proprietario al 49% di Moby.

La finalizzazione dell’affare, a quanto pare concluso già a luglio dopo l’omologa del concordato preventivo, è apparsa pubblicamente sui registri della Camera di commercio.

Formalmente a entrare in Moby è stata la società lussemburghese Sas Shipping Agencies Services Sarl.

È così stata posizionata anche l’ultima tessera del mosaico che ha portato al salvataggio di Moby da parte del patron di Msc; un’acquisizione che il gruppo ginevrino, dopo mesi di silenzio, aveva pubblicamente annunciato con una nota stringata il 24 marzo 2022 in cui era scritto: “La famiglia Aponte e la famiglia Onorato sono felici di comunicare di aver raggiunto un’intesa finalizzata a un aumento di capitale in Moby S.p.a. da parte del gruppo Msc.

Quest’aumento di capitale è finalizzato a saldare Tirrenia in A.S.

per consentire l’immediato risanamento del gruppo Moby e nell’interesse dei suoi 6.000 lavoratori.

Il gruppo Msc entrerà in Moby con una partecipazione di minoranza”.

La disponibilità di Msc a iniettare liquidità e a prestare garanzie di fronte ai creditori, e soprattutto a Tirrenia in amministrazione straordinaria, aveva infatti consentito di evitare il fallimento e di arrivare a un accordo “saldo e stralcio” con il ministero dello Sviluppo economico che si era accontentato di ricevere in una soluzione unica metà dei 180 milioni di euro che avrebbe dovuto ancora incassare per le rate rimaste insolute relative al pagamento differito per il passaggio di Compagnia Italiana di Navigazione (Tirrenia) a Moby avvenuto nel 2012.

A fronte di questo salvataggio Aponte sembrava dovesse inizialmente rilevare una quota del 25%, riservandosi il diritto poi di salire al 49%, cosa che invece è avvenuta fin da subito anche se il concreto ingresso nel capitale era soggetto all’omologa del concordato preventivo, che è arrivata solo quest’estate dopo il tentativo di opposizione portato avanti dal concorrente Grimaldi nei mesi scorsi.

Alla fine la lussemburghese Sas Shipping Agencies Services Sarl ha versato dunque non solo gli 82 milioni destinati al saldo e stralcio con Tirrenia in amministrazione straordinaria ma anche gli ulteriori 68 milioni che avrebbero consentito al gruppo fondato da Gianluigi Aponte di entrare direttamente al 49% in Moby.

I debiti finanziari del gruppo Moby fino all’anno scorso ammontavano complessivamente a circa 664 milioni di euro, di cui 320 milioni di euro dovuti agli obbligazionisti di un prestito obbligazionario, 180 milioni allo Stato e altri 163 milioni alle banche.

Debiti destinati a essere cancellati rispettivamente per circa 59 milioni, 117 milioni e 98 milioni.

Soltanto il debito verso Tirrenia in A.S. sarà rimborsato al 40% per 82 milioni, mentre il debito rimanente delle banche (circa 104 milioni) e dei bondholder (circa 204 milioni) verrà rifinanziato.

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