L’Italia può tornare a crescere. A dimostrarlo è come l’economia del Paese sia cresciuta più di quella degli altri, nonostante il periodo di difficoltà. A sostenerlo è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una diretta su Facebook.
«Nell’ultimo trimestre, nonostante la situazione di difficoltà che viviamo, l’economia italiana è cresciuta più di quella francese, di quella tedesca e di quella spagnola. un dato che mi ha fatto riflettere e che dimostra che le nostre imprese sanno fare la differenza soprattutto se vengono aiutate. E noi questo intendiamo fare», ha detto la premier nel corso della sua rubrica “Gli appunti di Giorgia” su Facebook.
«C’è un grande lavoro da fare, ma significa che questa nazione può tornare a camminare e a crescere», ha aggiunto Meloni. «È stata una settimana intensa, densa di buone notizie e di incontri internazionali. Più giro per il mondo e più mi rendo conto di quanta voglia di Italia ci sia negli altri Paesi. Dobbiamo ragionarci, possiamo essere estremamente importanti e centrali», ha spiegato il presidente del Consiglio sottolineando che «la salute purtroppo non mi ha permesso di partecipare al vertice di Alicante».
«Sono accadute molte cose interessanti questa settimana. L’Unione europea ha approvato la proroga per tutto il 2023 della decontribuzione al Sud, cioè di una misura fondamentale che consente lo sgravio fiscale. Noi vogliamo renderla strutturale e annuncio che presenteremo un emendamento alla manovra che permette l’estensione al 2023 dei crediti d’imposta per chi assume al Sud», ha proseguito Meloni spiegando che «non era facile trovare le risorse ma ci siamo riusciti». Meloni ha poi ricordato che giorni fa «è stato sbloccato il contributo di oltre 300 milioni di euro che consente di connettere attraverso un’infrastruttura strategica l’Italia e la Tunisia sul piano energetico».
«L’Italia, quindi, sempre più hub d’approvvigionamento energetico d’Europa». Nel dramma della crisi energetica «noi abbiamo un’opportunità e se lo facciamo collaborando prevalentemente nel Mediterraneo possiamo avere un ruolo strategico fondamentale», ha precisato. La premier ha poi voluto rispondere alle critiche che Bankitalia ha avanzato sulla manovra. «Non mi pare che Bankitalia nelle audizioni abbia mosso particolari critiche sulle principali misure di questa manovra».
«Puramente c’è stato un approccio critico sulle nostre misure in tema di pagamenti contanti e obbligo di Pos», ha sottolineato Meloni ricordando che «c’è una lettera che la Bce scrive nel 2019 all’allora ministro dell’Economia Gualtieri e ai presidenti di Camera e Senato sulle misure di abbassamento del tetto, Bce fa una serie di critiche all’abbassamento del contante, definendolo “particolarmente importante per alcune categorie sociali” e unica “moneta legale” che consente ai cittadini di regolare un pagamento immediatamente senza tariffe per il suo utilizzo. La Banca centrale dice al governo italiano nel 2019 di fare attenzione ad abbassare il contante perché la moneta elettronica ha un problema di commissioni essendo una moneta privata».
«Molti dicono “perché non togliete le commissioni?”. La risposta è che non possiamo farlo, sarebbe incostituzionale, la moneta elettronica è privata e lo Stato non può impedire a chi offre il servizio di guadagnarci una commissione. Questo è il motivo per cui Bankitalia fa le sue valutazioni circa il tema dell’innalzamento del tetto al contante», ha proseguito la premier.
Quanto, infine, alle accuse che la flat tax favorisca le partite Iva, Meloni ha chiarito che non è così. «Si sostiene la tesi che estendendo la flat tax alle partite Iva fino a un fatturato di 85 mila euro di fatto faremmo pagare molte meno tasse di quelle che pagano i lavoratori dipendenti. Voglio dire che questo è falso», ha spiegato Meloni sottolineando che «ad esempio un lavoratore dipendente ha due terzi di contributi a carico del datore di lavoro, mentre un lavoratore autonomo si paga i contributi interamente. A parità di remunerazione con la flat tax fino a 85 mila euro il lavoratore autonomo pagherà comunque un po’ di più senza avere una serie di diritti che i lavoratori dipendenti hanno».








