“Giorgia? Non l’ho ancora vista, voglio parlarci.
La Nato deve guardare anche al fronte Sud, occuparsi del Mediterraneo e dell’Africa settentrionale.
Sono d’accordo con lei, la Nato non deve solo ripensare la sua capacità di investire nella Difesa ma anche la sua postura strategica, a Sud come nel Mar Nero e sul fianco Est”.
Così in un colloquio con il Messaggero il premier olandese Mark Rutte.
Rutte ha di recente annunciato di volersi ritirare dalla politica: “E’ stato un viaggio lungo trent’anni, un onore, è il momento di cambiare – afferma – ma non chiamatemi ex-leader, sono ancora al mio posto”.
Sull’Ucraina ritiene che “sarà Zelensky a decidere se e come sedersi ai tavoli per le trattative di pace” e rispetto alla controffensiva “la verità è che sappiamo poco sul modo in cui gli ucraini portano avanti queste operazioni, ma ho fiducia, sono intelligenti e sanno quello che fanno”.
Per la Nato la priorità ora è investire di più sulla difesa comune: “Possiamo avere i valori, possiamo avere un buon sistema sanitario, ma senza sicurezza come possiamo garantire che il nostro Stato sappia difendersi da un’aggressione, come possiamo garantire che la Russia non faccia mai più quello che ha fatto?”.
Rutte però non è convinto della proposta di Meloni di scorporare dal nuovo Patto di stabilità e di crescita dell’Ue gli investimenti nella difesa: “Su questo sono molto esitante.
Se iniziamo a tagliare dal Patto di stabilità qualsiasi tipo di spesa, saremmo comunque costretti a chiedere liquidità ai mercati”.








