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Francesco Saverio Marini, consulente giuridico del Presidente del Consiglio: “Con le riforme viene costituzionalizzato il premio di maggioranza a favore della stabilità e della governabilità”

Il costituzionalista Francesco Saverio Marini, consulente giuridico del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sostiene che la costituzionalizzazione del premio di maggioranza con la garanzia dei principi di rappresentatività e governabilità «è uno degli elementi più innovativi del disegno di legge di riforma costituzionale (approvata all’unanimità in Cdm – ndr), in discontinuità rispetto al passato, perché in Assemblea Costituente, dopo un ampio dibattito, si preferì non inserire norme sulla legge elettorale» dice all’Adnkronos.

«È fisiologico che questo punto possa suscitare polemiche politiche» osserva il costituzionalista. «Ma per realizzare la stabilità si è ritenuto che l’unico metodo per assicurare al Governo del presidente del Consiglio eletto una maggioranza parlamentare solida fosse di costituzionalizzare il premio di maggioranza, cristallizzando una vocazione maggioritaria della forma di Governo. Poi le modalità concrete con cui verranno elette le Camere e il presidente del Consiglio sono rimesse alla legge elettorale. La formulazione utilizzata nella proposta del Governo lascia ampi margini di scelta al legislatore ordinario». Marini ribadisce infatti che «l’obiettivo principale di questa riforma è rafforzare la democrazia e la stabilità senza introdurre elementi di eccessiva rigidità».

Secondo contestazioni provenienti dalla opposizione, non si può costituzionalizzare il premio di maggioranza senza costituzionalizzare la sua modalità di attribuzione, che per rispettare la Costituzione non può che contemplare il ballottaggio. Cosa replica?

«Ribadisco solo che si è opportunamente omesso di specificare la formula elettorale. In altri termini questi problemi si spostano a valle al momento dell’approvazione della legge elettorale», risponde.

Altra obiezione sollevata è che se in sede di legge elettorale non si prevedesse una soglia minima potrebbero esserci problemi di costituzionalità.

«Certamente questo è un argomento che dovrà essere preso in considerazione dal legislatore quando dovrà scrivere la legge elettorale, una volta approvato il testo costituzionale. Tuttavia, la costituzionalizzazione del premio di maggioranza di per sé non pone un problema di rispetto dei principi supremi» conclude il consigliere giuridico di Meloni. «Piuttosto garantisce che il premier e il governo abbiano una maggioranza solida di seggi nelle camere, quindi la governabilità che è uno degli obiettivi che si volevano raggiungere con la riforma».

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