“In questi giorni si sente parlare dei ‘furbetti della CIG’. Ecco che per l’ennesima volta viene messo a fuoco il dito che indica la Luna. Il panorama (quello ampio) è ben diverso da quello mostrato. La cassa integrazione ha dato vita ad un circolo virtuoso che insieme agli strumenti di sostegno alla liquidità messi in atto dal governo, garanzie statali incluse, seppur con i conosciuti ritardi, hanno permesso alle imprese e ai propri imprenditori di non farsi prendere dal panico ingenerato da un lockdown che inizialmente non aveva una fine” perché “le imprese, a maggior ragione quelle del nostro Paese, non vendono al dettaglio, non sono supermercati e tantomeno negozi”. Lo scrive Anna Mareschi Danieli, presidente Confindustria Udine, in un intervento sul Sole 24 Ore.
Il portafoglio ordini è una cosa, il fatturato del mese è un’altra. “È stato valutato il tempo medio di produzione delle imprese che sono state accusate? Lo sapevate che il 2008-2009 per alcune aziende italiane è stato l’anno del boom storico di fatturato? Come mai? La risposta è tanto ovvia quanto semplice, si trattava di aziende operanti su commessa che avevano i cicli produttivi a regime derivanti da commesse degli anni precedenti che andavano in completamento nell’anno di una delle peggiori crisi finanziarie dei giorni nostri”. E aggiunge: “Ben vengano i controlli e le sanzioni per chi sbaglia. Ma ora più che mai le parole, specialmente se di esponenti politici, istituzionali (e accademici o semi accademici), si portano dietro una responsabilità ancora maggiore che nel passato.
Quella di creare una percezione che incide sui comportamenti dell’opinione pubblica”, “le parole di Tridico e anche di altri, avrebbero dovuto essere accompagnate da una serie di dati che sono stati omessi. Io non ci sto ad accettare di spostare continuamente il focus da ciò che veramente conta (pianificazione, pianificazione e pianificazione!!!) a polemiche atte solo a distogliere l’attenzione. Si vuole ingenerare una nuova guerra fra Pubblico e Privato?”.








