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Marco Troncone (AD Aeroporti di Roma): «Avanti con la politica di green financing. Vogliamo fare di Fiumicino e Ciampino due scali tra i più sostenibili al mondo»

Sono passati poco più di quattro mesi dal successo del collocamento del primo green bond da 300 milioni di euro, che ha segnato il debutto di Aeroporti di Roma nella finanza sostenibile raccogliendo ordini per oltre 3,6 miliardi di euro.

La società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino si prepara ora a un secondo round di emissioni, sempre nel segno della sostenibilità, diventata ormai la bussola di AdR e non solo un nuovo canale di finanziamento.

Proprio nel periodo di maggior smarrimento determinato dalla pandemia di Covid 19, Aeroporti di Roma, infatti, ha raddoppiato gli sforzi a tutela dell’ambiente, come conferma l’AD Marco Troncone in questa intervista a Milano Finanza.

Siete tra le poche società di aeroporti al mondo ad aver emesso un green bond. Quali sono i prossimi passi? «Ho definito quella prima operazione una pietra miliare del nostro percorso di riduzione delle emissioni, sia perché siamo stati tra i pionieri nel nostro settore, sia perché conferma l’impegno di fare di Fiumicino e Ciampino due scali tra i più sostenibili al mondo».

«La nostra politica di green financing vedrà a breve nuovi collocamenti. Ci si aprono più strade: replicare un green bond, o scegliere altri strumenti, come i sustainability bond, che offrono maggiore flessibilità ma sono più sfidanti, perché legano il costo del debito agli obiettivi».

«Nessun aeroporto li ha mai emessi, ma non lo escludiamo, ci piacciono le sfide. Oggi (ieri, ndr) un altro riconoscimento ha premiato i nostri sforzi: gli scali di Fiumicino e Ciampino sono i primi in Europa ad aver ricevuto l’Aca, l’Airport carbon accreditation 4+ da Aci Europe, l’associazione dei gestori aeroportuali europei. Questa promozione sul campo comporta molti impegni, ma l’abbiamo voluta fortemente: siamo pronti».

Intanto però gli aeroporti sono ancora semi-vuoti. «Stiamo lavorando al 10% della nostra capacità e per la prossima estate nel migliore dei casi prevediamo di arrivare al 30-40%. Ma abbiamo scelto di non restare inerti ad aspettare i ristori. Anzi, abbiamo anticipato al 2030 obiettivi che avremmo potuto spalmare al 2050, col nostro piano Net Zero 30 che prevede di azzerare del tutto le nostre emissioni di Co2. Ora il settore è in difficoltà, ma quando si ripartirà, gli aeroporti che avranno fatto i maggiori passi avanti in termini di decarbonizzazione saranno in posizione di vantaggio».

Alcuni obiettivi zero-carbon, come per i carburanti a bassa emissione per gli aerei, dipendono però dalle singole compagnie più che da voi. «Vero, ma oltre che sulla crescente sensibilità dei passeggeri, e quindi dei vettori, verso scelte sostenibili, pensiamo che si possa instaurare nel tempo una politica di indirizzo verso l’utilizzo del jet fuel sostenibile, anche a livello comunitario».

«Noi faremo la nostra parte sul fronte logistico e delle infrastrutture: già dal 2024 saremo in grado di offrire ai vettori i carburanti Saf, Sustainable aviation fuel. Ovviamente, la riduzione delle emissioni degli aerei in decollo e atterraggio non rientra nel nostro piano Net Zero 2030. Ma crediamo che entro il 2050 sarà raggiunto anche questo obiettivo, col contributo dei motori a idrogeno».

Sulla quarta pista a Fiumicino, Troncone infine afferma: «il progetto aveva la necessità di essere ridisegnato, perché era stato pensato 15 anni fa. Oggi è tecnicamente definito ed è all’esame attento di Enac. Contiamo di ottenere nei giusti tempi i permessi, per farci trovare pronti quando il mercato tornerà a regime. Non faremo come a Londra Heathrow, dove i ritardi per la terza pista stanno creando problemi pesanti al trasporto aereo e in prospettiva all’economia del Paese».

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