“Una banca centrale del gas europeo e un sistema di stoccaggi comuni”. È questo il progetto a cui sta lavorando la Ue, nato da una proposta italiana. Lo rivela Marco Alverà, Ad del gruppo Snam, in un’intervista a la Repubblica.
“Siamo in una situazione complessa: il prezzo medio del gas di questi mesi invernali si è attestato attorno ai 90 euro al megawattora, contro i circa 20 dello stesso periodo dell’anno scorso. E per fortuna le temperature fin qui miti ci stanno aiutando”, spiega.
“La produzione europea è in calo e ci troviamo di fronte a un aumento della domanda dall’Asia, dove è iniziato il passaggio dal carbone al gas. Solo la Cina, ogni anno, aggiunge una quota di domanda quasi pari al fabbisogno di un Paese come la Francia. E questo proseguirà fino a oltre il 2040: per i cinesi e per il mondo è ottimo, perché si inquina di meno, ma ci sono inevitabili conseguenze sui prezzi”, sottolinea Alverà, per il quale “la soluzione che come sistema Italia abbiamo proposto e di cui si discute in Europa passa attraverso un sistema di stoccaggi comuni del gas. Si possono fare acquisti comuni durante l’estate, quando i prezzi sono più bassi perché il mercato è tutto a Nord dell’equatore e il gas si usa soprattutto per il riscaldamento”.
“Il gas immagazzinato può essere poi usato come riserva, sia da utilizzare in caso di inverni rigidi, guasti o crisi geopolitiche, sia in caso di prezzi internazionali troppo alti, in particolare del Gnl, il gas via nave e che determina il prezzo”.
Il funzionamento del sistema degli stoccaggi comuni, funzionerebbe “con un consorzio che si occupi di acquistare il gas e lo stocchi nei depositi disponibili. Con un costo aggiuntivo di 2 miliardi per utilizzare al meglio e ampliare la capacità di stoccaggio si potrebbe abbattere una parte importante degli extra costi di 400 miliardi di cui abbiamo parlato.
Dobbiamo continuare ad adoperarci affinché anche la Cina acceleri una politica degli stoccaggi, in modo da evitare un’eccessiva concorrenza Europa-Asia per poche navi di Gnl limitando le conseguenze a livello globale. Gli stoccaggi, oltre ad aumentare la sicurezza a livello europeo, accelerano la transizione perché potranno anche essere utilizzati per biometano e idrogeno, come sta dimostrando Snam. O per la cattura e il riutilizzo della Co2″.
Quindi, conclude Alverà, “quello che proponiamo è una sorta di Banca centrale del gas, una ‘riserva aurea’ sotto terra. Non è difficile da realizzare: società come Snam si mettono insieme, con un regolamento stabilito dalla Ue. I costi vengono ripagati dai proventi del gas che si vende d’inverno a prezzi più alti, benché calmierati, rispetto agli acquisti estivi a prezzi più bassi”.








