Quella di ieri – commenta Alessandro Sallusti sul Giornale – è una data da ricordare, di quelle che segnano la storia. Non tanto – sarebbe cronaca – per l’introduzione dei dazi decisa da Donald Trump, ma perché ieri si è spezzato quel cordone ombelicale che dal 1945 ha sempre tenuto legate e in simbiosi in tutti i campi l’America e l’Europa, con non pochi reciproci vantaggi.
Comunque vada a finire questa storia, pure se finisse domani, nulla sarà più come prima, perché si è sancito che non sempre e non necessariamente i due pilastri dell’Occidente – America ed Europa – debbano viaggiare all’unisono, pena la fine dell’Occidente stesso.
Non è una tragedia, anzi. Così come un neonato che viene staccato dalla madre e inizia a vivere di vita propria non per questo rinuncia al rapporto unico ed esclusivo, nel tempo anche conflittuale ma mai di avversione, così Europa e America potranno vivere sotto lo stesso tetto civile e culturale, sia pure in modo più indipendente.
Tutti gli economisti sostengono che i dazi non fanno bene né a chi li mette né a chi li subisce, quindi è facile immaginare che prima o poi si tornerà al libero commercio.
Ma da ieri l’Europa sa che deve attrezzarsi per reggere da sola a qualsiasi tempesta, che il tempo degli ombrelli forniti da terzi più o meno gratis è finito, comunque non è più una garanzia granitica.
Per farlo dovrà purtroppo pagare un prezzo e cambiare molte cose. Tra queste la velocità e i meccanismi decisionali, che si sono dimostrati del tutto inadeguati ai tempi e che sempre più lo saranno se si vuole stare al passo con democrazie snelle (quella americana) e autocrazie disinvolte e ciniche quali sono Russia, Cina e Iran.
Non è quindi questione di andare alla guerra contro l’America, bensì fare la guerra a tutto ciò che in Europa non ha funzionato, a partire da quel diritto di veto su qualsiasi decisione di ognuno dei ventisette Stati – alcuni piccoli come una nostra regione – che compongono l’Unione.
Non esiste la democrazia all’unanimità, la democrazia funziona in base a una maggioranza eletta che nel rispetto delle minoranze assume l’onere e la responsabilità delle decisioni. Risolvere questa questione sarebbe l’unico e vero contro-dazio efficace per tenere testa all’amica America.








