“La volontà di ridurre le tasse per chi guadagna fino a 50.000 euro, come ha confermato il viceministro dell’Economia Leo attraverso un processo di riforma in grado di riequilibrare il rapporto fra fisco e contribuenti, così come prevede l’ultimo decreto in materia di “concordato preventivo, è sicuramente una scelta che risponde positivamente alle sollecitazioni inviate più volte al Governo da parte della Cisl”. È quanto ha sottolineato in una lettera a “Il Giornale” il leader Cisl Luigi Sbarra. “Rispetto ai diversi decreti, a partire dalla nuova definizione di aliquote e scaglioni della manovra per il 2024 – ha aggiunto Sbarra- abbiamo ribadito che, se il fisco intende essere il volano per la crescita economica, la riduzione della pressione tributaria va accompagnata a una più intensa strategia di recupero dell’evasione, in quanto le risorse sottratte all’erario sono indispensabili per l’attuazione della riforma stessa e per la crescita del Paese”.
Al sindacalista “sembra importante, quindi, proseguire nella volontà di sostenere un percorso virtuoso fra i contribuenti, teso a innalzare fra i cittadini il grado di fedeltà all’erario individuando utili strategie dell’Amministrazione finanziaria sul versante della lotta all’evasione, ancora pesante fardello, nonostante il discreto risultato conseguito nel 2023 con i 30 miliardi recuperate, risorse che vanno destinate interamente alla riduzione delle tasse a lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie”.
“Per la Cisl- ha aggiunto Sbarra- la lotta all’evasione resta un punto fermo e ineludibile della strategia fiscale su cui il governo dovrà insistere per ridurre il ‘tax gap’, la differenza tra il gettito riscosso e quello che andrebbe versato rispetto ai redditi effettivi continuando a investire su un modello avanzato di accertamenti con l’utilizzo delle più avanzate metodologie digitali”.
“Ciò rappresenta, per la nostra organizzazione – ha continuato Sbarra – la priorità da associare alla necessità, non rinviabile, di rendere strutturale la riduzione del prelievo fiscale per lavoratori e pensionati. Insistiamo con l’occasione anche a porre l’accenno rispetto al tema del fisco locale che a nostro parere necessita la definizione di principi capaci di mitigare l’effetto “sommatoria” tra imposizione statale e locale particolarmente gravosa sui redditi bassi e medi”.
Considerata, infine, la delicatezza della materia e le implicazioni sulla vita dei lavoratori e pensionati, sollecitiamo il governo, così come in occasione dell’approvazione della delega fiscale, a un maggior confronto sulla materia coinvolgendo le parti sociali fin dalla predisposizione del prossimo decreto in agenda sulla riforma della riscossione”, ha concluso.








