Piccolo è bello. O forse può essere la soluzione per l’industria automobilistica europea per uscire dal guado.
È la visione espressa dall’amministratore delegato di Renault, Luca de Meo, in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera, dando prova di pragmatismo in un momento in cui “gli europei fanno fatica ad acquistare auto di piccole dimensioni”.
Un “fenomeno” – ha osservato – “che frena i progressi nella decarbonizzazione e spiega anche in buona parte la delocalizzazione delle fabbriche automobilistiche nel sud del Mediterraneo e nell’est dell’Europa. E spiega anche perché la Francia, l’Italia e la Spagna, un tempo grandi produttori di automobili, si sono svuotate”.
Per de Meo, “si può rispondere a questa situazione fornendo un quadro favorevole alla produzione e all’acquisto di piccole auto elettriche in Europa”.
La proposta è di creare un segmento di piccole auto elettriche concepite per l’uso quotidiano (meno di 4 metri, limitate a 110 km/h, con batterie da 30 kWh) che beneficino tra l’altro di un quadro fiscale favorevole, facilitazioni nei parcheggi nelle città, obblighi normativi specifici.
E “il quadro potrebbe essere ancora più favorevole per auto derivanti da una collaborazione europea”.
L’importante – è stato il suo secondo messaggio – è non fare marcia indietro.
“Renault Group accoglie con favore il dibattito che si sta aprendo sull’automobile e sulla strategia europea ma tornare indietro sui veicoli elettrici non è un’opzione. Significherebbe rimanere indietro nella corsa all’innovazione, voltando le spalle al progresso che, nell’auto, per una grande parte, è rappresentato proprio dall’elettrico”.
Nel momento in cui l’Europa riflette sul percorso verso la decarbonizzazione dei trasporti, l’amministratore delegato di Renault ha respinto l’idea di marce indietro anacronistiche, visto che – ricorda ai parlamentari – “in termini ambientali, le auto elettriche sono migliori di quelle a combustione interna: nel 2030, l’impronta di carbonio dalla culla alla tomba di un’auto elettrica prodotta e utilizzata in Europa sarà del 70% inferiore a quella di un’auto termica”.
Peraltro simili “ripensamenti” sarebbero estremamente onerosi per un’industria europea che, in questa transizione, “sta investendo 250 miliardi di euro nei veicoli elettrici e sta lanciando 86 modelli elettrici tra il 2024 e il 2026”.








