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Lorenzo Wittum (Presidente e AD AstraZeneca Italia): «Non taglieremo le forniture. All’Italia 25 milioni di dosi entro fine giugno»

Intervistato da Laura Cuppini e Luigi Ripamonti (Corriere della Sera), Lorenzo Wittum, Presidente e Amministratore Delegato di AstraZeneca Italia, conferma che «consegneremo all’Europa 180 milioni di dosi nel secondo trimestre dell’anno, di cui 20 milioni all’Italia».

Wittum non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi, circolata un paio di giorni fa, di una fornitura più che dimezzata (meno di 90 milioni per l’intera Unione europea). Non solo. Nel nostro Paese arriverebbero entro fine marzo oltre 5 milioni di dosi e non i 3,4 previsti: comunque meno degli 8 milioni promessi in un primo momento. In totale, quindi, 25 milioni di dosi entro fine giugno.

Numeri dietro i quali c’è un lavoro imponente. «Una produzione di tipo biologico è complessa: richiede il rispetto di tempi e passaggi precisi. Le cellule virali vengono tenute per tre settimane in bioreattori perché si possano replicare: una volta terminato il processo, da un litro di materiale si ottengono 3-4 mila dosi».

«In teoria la nostra capacità produttiva è di 50 milioni di dosi al mese, ma ci possono essere rallentamenti, come si è visto nei mesi scorsi. Ogni lotto viene sottoposto a un centinaio di test di qualità, basta un ritardo su un solo test per allungare i tempi».

Che cosa sappiamo oggi in merito all’efficacia del vostro vaccino? «Gli studi clinici randomizzati pubblicati a dicembre su The Lancet hanno mostrato un’efficacia del 62% sulla popolazione generale. Il 40% dei partecipanti aveva ricevuto la seconda dose a più di 8 settimane dalla prima e questo ha permesso di capire che l’intervallo tra le dosi ha effetti rilevanti. Secondo gli ultimi dati, somministrando la seconda dose a 12 settimane di distanza dalla prima, l’efficacia sale all’82%».

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