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Protto (Retelit): «Lo Smart Working è da valorizzare e da incentivare»

“Lo Smart Working è da valorizzare e da incentivare”.

Così, Federico Protto, amministratore delegato di Retelit, leader italiano nella costruzione di progetti tailor made, realizzati su piattaforme interamente gestite dal gruppo, per la trasformazione digitale.

“Ritengo lo smart working una  forma di lavoro da valorizzare e incentivare, valida alternativa al   lavoro in ufficio, non solo in tempo di coronavirus. Grazie alle   modalità di lavoro smart, nelle cosiddette Fasi 1 e 2 e quasi   sicuramente anche nella 3, la produttività è diventata per forza di  cose a-territoriale e diffusa, quindi non più centralizzata nelle grandi metropoli”.”

Ciò – ha detto – sta generando nuove opportunità di sviluppo anche per i territori più piccoli, purché dotati di connettività ultra-veloce e a patto che le aziende e i dipendenti abbiano gli strumenti tecnologici adeguati a gestire l’attività in sicurezza”.

“Pensiamo ai numerosi lavoratori che quotidianamente o settimanalmente si spostano per andare nelle grandi città da una località collinare o di   montagna”.        

“Lo spostamento – ha concluso – può essere evitato grazie ad una buona   connettività, che elimina tutti i confini spazio-temporali. Inoltre, aziende che si trovano nella necessità di aprire siti produttivi o filiali in luoghi ritenuti strategici perché geograficamente centrali, adesso, con un’opportuna infrastruttura di telecomunicazione, possono scegliere di rimanere anche in altre Regioni e gestire tutte le attività digitalmente”.

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