La segretaria del Tesoro statunitense, Janet Yellen ha detto di aspettarsi che l’inflazione negli Usa rimarrà alta a lungo e che probabilmente quest’anno sarà superiore al 4,7% inizialmente stimato dal Tesoro. Poco dopo la Banca Mondiale ha avvertito del concreto rischio di un decennio di stagflazione, con crescita debole e inflazione galoppante, come furono gli anni ’70. Queste due analisi, non coordinate tra loro, sono la notizia del giorno per il Wall Street Journal, che sottolinea la coincidenza delle due fosche previsioni.
Cale nell’export
A rabbuiare il quadro, sempre ieri, i dati del dipartimento del Commercio che segnalano un calo delle importazioni americane – il primo dal luglio dell’anno scorso – il che potrebbe indicare un rallentamento della domanda interna. Yellen ha citato alcune misure che l’amministrazione pensa di proporre al Congresso per raffreddare i prezzi, tra cui l’abbassamento del costo dei farmaci, l’incentivazione della produzione di energia pulita e il rafforzamento della produzione di semiconduttori.
Uno sguardo alla politica
E qui il Wsj fa la considerazione politica che «i democratici non sono stati finora in grado di approvare una legislazione che raggiunga quegli obiettivi dato il loro stretto margine al del Congresso, e alcuni legislatori si preoccupano che il partito stia perdendo la possibilità di approvare politiche ambiziose prima che la stagione della campagna elettorale domini Capitol Hill». In risalto anche una notizia che si inquadra nel contesto dell’inflazione: Target, uno dei giganti della grande distribuzione negli Usa, ha rivisto al ribasso le sue previsioni sugli utili per quest’anno perché, in una congiuntura di offerta superiore alla domanda, ha dovuto disdire ordini e lanciare campagne di sconti per smaltire le scorte di magazzino.








