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[Lo scenario] Sorpresa, l’Italia cresce più del doppio della Germania. Ma il peggio deve arrivare

“L’economia italiana si avvia a chiudere il 2022 con una crescita significativa del Pil, intorno al 3,6%, più del doppio di quanto atteso per la Germania.

Sono state premianti la ripresa della filiera del turismo, il traino delle costruzioni e la competitività dell’industria manifatturiera.

L’effetto dello shock energetico si farà sentire soprattutto nei mesi finali dell’anno e a inizio 2023, causando un significativo rallentamento dell’economia italiana”.

Lo ha affermato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo in occasione della presentazione del piano da 5mld varato da Intesa Sanpaolo a favore delle Pmi.

“Peseranno inflazione e incertezza che penalizzeranno i consumi delle famiglie e la propensione a investire delle imprese.

Si tratta di un contesto complesso e difficile, in cui sarà fondamentale non far mancare il sostegno a famiglie e imprese più fragili.

In prospettiva, comunque vediamo segnali incoraggianti: una decelerazione della dinamica inflattiva e la fine del rialzo dei tassi di interesse nel primo trimestre del prossimo anno contribuiranno a una ripresa nella seconda parte dell’anno che andrà consolidandosi nel 2024 (previsione sul Pil: +1,8%).

Per affrontare la fase più difficile di questa crisi, andranno sostenute le imprese più piccole (note anche come micro imprese), meno strutturate e più in difficoltà nel trasmettere a valle l’aumento dei costi. In Italia le imprese con meno di dieci addetti sono più di 4 milioni, il 95% del totale delle imprese industriali e dei servizi.

Il loro peso è molto elevato anche in termini occupazionali: impiegano circa 7,3 milioni di addetti, il 43,8% del totale.

È la classe dimensionale di maggiore rilevanza in Italia. Nel 2020 hanno registrato un fatturato pari a 658 miliardi di euro (23,5% del totale) e un valore aggiunto che ha sfiorato i 200 miliardi (26,8%).

Si tratta di un fenomeno soprattutto italiano e un fattore competitivo cruciale per le filiere attive in Italia: in Germania il peso delle micro imprese in termini di addetti non arriva al 20%; in Francia è inferiore al 25%.

Il ruolo di queste imprese è rilevante in tutti i settori economici italiani, con punte dell’80% nei servizi alla persona (sul totale degli addetti nel settore), del 62% nel turismo e del 55% nel commercio”.

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