A seguito del pressing della Commissione Europea il governo si è trovato costretto a cancellare la norma della legge di bilancio che azzera le multe per gli esercenti che si rifiutano di accettare pagamenti sotto i 60 euro con il bancomat o la carta di credito.
Il messaggio arrivato da Bruxelles è stato puntuale: così l’Italia fa un passo indietro sulla spinta ai pagamenti digitali, ma soprattutto apre un altro varco all’evasione fiscale.
La raccomandazione a tornare sui propri passi viene legata alla retromarcia sugli impegni presi nell’ambito del Pnrr.
Nella lista degli obiettivi raggiunti che Mario Draghi ha inviato alla Commissione a giugno figurava un’altra impostazione, in linea con lo spirito del Recovery: multe di trenta euro, a cui aggiungere il 4% del valore della transazione, in caso di rifiuto dei commercianti a utilizzare il Pos. Per tutti, senza soglie di esenzione.
La norma salta dalla manovra, ma il passo indietro apre un altro problema per l’esecutivo perché la misura, ribadiscono da Palazzo Chigi, era stata pensata per i commercianti, ma anche per i tassisti, più in generale per dare una risposta al tema dei costi delle commissioni sui pagamenti digitali. Ecco perché l’urgenza diventa quella di approntare un piano b.
La necessità di costruire un nuovo segnale sarebbe emersa già venerdì sera, quando la premier avrebbe iniziato a mettere nel conto la necessità di rinunciare alla soglia dei 60 euro.
A quel punto, spiegano fonti di governo, si è deciso di non forzare la mano sulla mediazione a 30 euro, una linea che è stata portata avanti per settimane nell’interlocuzione con l’Europa.
così che sul tavolo del Tesoro sono finite le prime ipotesi per gli aiuti agli esercenti. Un lavoro che si è provato ad accelerare e a chiudere entro ieri sera, con l’obiettivo di presentare una soluzione contestualmente all’emendamento che cancella la norma con la soglia a 60 euro.
Tra le misure allo studio anche i crediti d’imposta sulle commissioni, un sostegno che era stato già messo in campo da Giuseppe Conte e che poi Draghi aveva rafforzato, portando la percentuale dello sconto fiscale per le spese sostenute dagli esercenti dal 30% al 100%, con un paletto del fatturato fissato a 400 mila euro. La soluzione finale, però, si troverà in Parlamento.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, infatti, ha spiegato che il governo si rimette alla commissione Bilancio per eventuali ristori legati ai costi delle commissioni sul Pos. Una prima traccia d’intervento potrebbe arrivare già oggi.








