Secondo un’analisi della CGIA Mestre, in Campania, già nel 2021, le famiglie hanno speso in media, per luce e gas, 1.561 euro, il 36% in più rispetto al 2020. L’elaborazione basata sui dati Rapporto OIPE 2020 evidenzia come la regione maggiormente in difficoltà per il rischio di povertà energetica è proprio la Campania: il numero di famiglie campane che utilizza luce e gas saltuariamente oscilla tra 519 e 779 mila unità. Lo ricorda Legambiente Campania che ha realizzato un vero e proprio dossier, una fotografia della qualità dell’abitare attraverso le analisi termografiche ed elettriche di 10 abitazioni nelle 10 municipalità di Napoli. «Risultano necessarie misure straordinarie in grado di rispondere alla crisi climatica, energetica e socioeconomica».
«Oggi il cambiamento vero passa assolutamente dalla conversione ecologica delle nostre città a partire dalle nostre abitazioni», spiega Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania. Da qui l’indagine condotta da gennaio a marzo 2022 sugli edifici residenziali delle 10 municipalità di Napoli che ha evidenziato una fotografia abbastanza complessa. In particolare, nell’80% degli edifici, sono stati evidenziati numerosi ponti termici al livello degli infissi di balconi e finestre. In aggiunta in tre municipalità (30%) sono evidenti anche le impronte termiche del solaio.
Nel 60% dei casi le termografie hanno evidenziato come le pareti dell’edificio non isolino adeguatamente la struttura sotto il punto di vista termico. Molte delle termografie effettuate hanno mostrato, infatti, grande disomogeneità cromatica dovuta proprio ad una differente dispersione del calore dell’edificio. Infine, un solo edificio dei dieci analizzati per il progetto ha evidenziato al di sotto dei balconi la presenza di macchie di umidità e muffa. Focus anche sulle abitudini e per conoscerle meglio si è scelto di monitorare una famiglia per ciascuna delle dieci municipalità di Napoli e si sono analizzati i consumi di quattro tra i principali elettrodomestici utilizzati dalla famiglia.
«L’utilizzo della lavatrice è ancora molto frequente nelle fasce orarie del mattino in cui il costo dell’energia elettrica risulta essere più elevato. Infatti, nel 75% delle famiglie in cui è stato monitorato il consumo della lavatrice è stato effettuato almeno un ciclo di lavaggio nella fascia F1. Solo il 25%, mette in funzione questo elettrodomestico nelle fasce orarie e giornaliere economicamente più vantaggiose» segnala Legambiente. «Nel 55% delle famiglie è stato individuato almeno un elettrodomestico posto in modalità stand-by: uno di questi è arrivato a consumare 432 Wh, che in un anno è circa pari al 5,3% dei consumi elettrici medi delle famiglie italiane».








