Molto dipenderà dalle forze politiche ma quella che si prospetta l’inizio di questa legislatura è la formazione di un nuovo governo assai rapida. I risultati delle urne sono stati molto chiari, dubbi su quale sarà la maggioranza che sosterrà il prossimo esecutivo non ce ne sono e dunque il primo passaggio istituzionale che vedrà Sergio Mattarella convocare le consultazioni avrà tempi assai brevi.
Tecnicamente la cosa più plausibile è che le consultazioni potranno iniziare il 17 o al massimo il 18 ottobre e nelle intenzioni del Quirinale dovranno essere rapide. Del resto i gruppi presenti in parlamento non sono tanti e le delegazioni che saliranno al Colle lo potranno fare in una giornata o poche ore di più. Dunque già a metà settimana si potrebbe avere l’incarico alla personalità che verrà indicata dai partiti di maggioranza e dunque a Giorgia Meloni.
A quel punto molto dipenderà dalle dinamiche interne al centro destra: dipenderà infatti dal confronto fra Fdi, FI, Lega e moderati quali saranno gli equilibri che regoleranno numeri a caselle del futuro esecutivo. Giorgia Meloni dopo le consultazioni informali con i partiti salirà di nuovo al Colle per sciogliere la riserva e presentare la sua proposta di lista dei ministri. A questo proposito da giorni nei palazzi della politica si sente parlare di spifferi che dal Colle giungono a gelare le ambizioni di questo o quell’aspirante ministro.
Nulla di tutto ciò ha ancora preso forma nella mente del presidente della Repubblica, che in questi casi, quando sta per nascere un governo, si attiene al rispetto certosino della Costituzione. Dunque Mattarella dei ministri parlerà con il premier incaricato quando sarà incaricato. Né veti né via libera sono giunti dal Quirinale anche perché manca ancora l’interlocutore istituzionale con cui confrontarsi.
Quando ci sarà un premier incaricato il presidente eserciterà l’articolo 92 della Costituzione che prevede molto semplicemente la nomina dei ministri da parte del capo dello Stato su proposta del presidente del consiglio. Ma tornando ai tempi, una volta sciolta la riserva (quanti giorni serviranno è in capo ai tempi delle consultazioni informali del premier incaricato con i suoi alleati), si passerà rapidamente al giuramento e a quel punto il governo sarà in carica. Le date cerchiate di rosso dunque vanno ipoteticamente dal 21, se si procedesse a passo di carica, al 26, se sorgessero problemi fra i partiti. Ma la volontà comune è di avere l’esecutivo in sella entro la fine del prossimo mese.








