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[Lo scenario] Macron apre alla Meloni: «Ci vediamo presto a Roma»

Dall’Eliseo arriva una piena disponibilità ad un eventuale primissimo incontro tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni. Potrebbe avvenire a Roma il 23 o 24 ottobre nelle pieghe di una visita privata del presidente francese che domenica parteciperà – insieme a Giorgio Mattarella – ad un grande evento organizzato dalla comunità di sant’Egidio.

L’apertura di Macron si incrocia in maniera interessante con il calendario della formazione del governo che sembra stringersi sempre di più. Tanto che, se la presidente del Consiglio in pectore deciderà di bruciare i tempi avendo già in tasca una lista dei ministri che non metta in difficoltà il capo dello Stato, al Quirinale non escludono la possibilità che il giuramento del nuovo governo possa avvenire anche sabato 22 ottobre. O domenica 23 ottobre. Il Colle è infatti pronto e l’organizzazione delle consultazioni è stata preparata in un mix tra tradizione ed innovazione. Si svolgeranno di nuovo nello studio del presidente “alla Vetrata” ma le postazioni televisive saranno spostate nella sala degli Scrigni e nel cortile d’onore.

Non c’è solo una ragione di cautela a causa della pandemia, ma le richieste di accredito della stampa internazionale hanno consigliato al Quirinale di prepararsi con attenzione a quello che potrebbe diventare un evento record. L’attenzione della stampa estera è infatti altissima e le richieste di accrediti fioccano.

Al di là della seppur interessante tempistica della formazione del governo, appare possibile e probabile che Giorgia Meloni sia già nel pieno delle funzioni – se si esclude il voto di fiducia delle Camere – nei giorni che Macron visiterà Roma. E il fatto che, sottolineano fonti italiane, la possibilità di un incontro sia venuta da Parigi certamente facilita quello che sarebbe il primo bilaterale di Giorgia Meloni. Non si tratta di un colloquio secondario: la neo-presidente del Consiglio è sotto la lente d’ingrandimento di tutte le cancellerie occidentali proprio per la collocazione europea del suo esecutivo. Mentre non ci sono interrogativi sulla scelta atlantica molti in Europa attendono le prime mosse del nuovo governo di centrodestra. Tra l’altro il presidente dei “cugini” d’oltralpe in questi mesi sta giocando una partita di primissimo piano in Europa e nella crisi ucraina, facilitato dalle incertezze del governo Scholz in Germania.

Dall’altro lato Macron è pienamente consapevole che mai come oggi c’è la necessità di aprire un dialogo con la nuova Italia conservatrice che si presenta sul palcoscenico internazionale con tante ombre ma anche forte di una maggioranza chiara, come difficilmente accade in Italia. 

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