Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[Lo scenario] L’Italia è vicina all’indipendenza dal gas russo. Il partner strategico sarà l’Algeria. Ma non solo. Ecco il piano

L’Italia è vicina al l’indipendenza dal gas russo. Il lavoro senza sosta dei ministri Luigi Di Maio (Esteri) e Roberto Cingolani (Transizione Ecologica) con la regia del presidente Mario Draghi sta portando l’Italia ad essere sorprendentemente vicina all’indipendenza dal gas russo.

Il gas da recuperare per fare a meno del gas russo nel prossimo anno è stimato tra i 20 e i 27 miliardi di metri cubi

La produzione interna può aumentare di un miliardo

Le importazioni di gas possono aumentare oltre i 10 miliardi soprattutto dal Nordafrica

Le importazioni di Gnl (gas naturale liquefatto) possono arrivare fino a 5 miliardi

La riduzione di un grado nel riscaldamento delle nostre case può portare a un risparmio di un miliardo di metri cubi

La riduzione volontaria dei consumi delle imprese industriali, “cinque giorni al mese durante il periodo invernale”,  potrebbe far risparmiare 20 milioni di metri cubi al giorno e porterebbe a un risparmio di un miliardo all’anno

La riduzione dell’illuminazione pubblica nel corso della notte, con un allineamento alla media Ue dei consumi, farebbe risparmiare un altro miliardo.

Le attivazioni delle centrali a carbone infine offrirebbero 5 miliardi.

L’Algeria sostituirà la Russia

La vera partnership strategica che sarà determinante in termini quantitativi sarà l’Algeria.

Il Transmed è un gasdotto conosciuto anche con il nome di gasdotto Enrico Mattei, ed è uno dei cinque gasdotti che permettono all’Italia di ricevere le forniture di gas naturale dall’estero. In questo caso parliamo di un’infrastruttura che dall’Algeria attraversa parte della Tunisia e il Mar Mediterraneo per raggiungere infine la Sicilia.

il Transmed parte dall’Algeria, e per l’esattezza nel campo estrattivo di Hassel R’Mel, che è uno dei giacimenti di gas naturale più grandi dell’intero continente africano.

Il gasdotto attraversa quindi il deserto dell’Algeria, e dopo circa 550 km raggiunge la stazione Oued Safsaf, che si trova poco distante dal confine con la Tunisia. 

A questo punto parte un collegamento che attraversa la stazione di compressione di Feriana e raggiunge poi la costa tunisina nord-orientale, a Cop Bon.

Dalla costa parte quindi il tratto sottomarino del gasdotto, che attraverso lo stretto di Sicilia raggiunge l’Italia a Mazara del Vallo.

Il canale algerino è molto importante per le forniture di gas naturale dell’Italia. Non dimentichiamo che l’Italia importa dall’estero circa il 95% del gas naturale di cui ha bisogno, e tra i vari Paesi esportatori l’Algeria è il secondo come volume erogato, riuscendo a coprire circa il 27,8% del fabbisogno del nostro Paese.

La costruzione del gasdotto Transmed ha avuto inizio tra il 1974 e il 1975, ma la posa del tratto sottomarino è iniziata qualche anno dopo, nel 1978. In seguito, allo scopo di aumentare la capacità delle forniture provenienti dall’Algeria è stato realizzato un secondo gasdotto parallelo al primo, che ha di fatto ingrandito il Transmed permettendo l’erogazione di ulteriori 7 miliardi di metri cubi l’anno.

La seconda linea Transmed è stata realizzata nei 20 anni successivi, con la fine dei lavori nel 1997. A questa si va ad aggiungere poi una terza linea Transmed, che è ora in funzione da oltre 10 anni, essendo stata terminata nel 2010.

Secondo le stime nel 2022 l’Algeria potrà fornire all’Europa quasi 10 miliardi di metri cubi di gas. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.