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[Lo scenario] La stampa internazionale: l’Occidente non sia tigre di carta. E tutti i limiti di Biden

I media internazionali analizzano le consegunze della guerra innescata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

L’Occidente tigre di carte

Putin ha invaso l’Ucraina ma in realta’  la sua e’ “una guerra contro tutto”, titola l’editoriale della  Frankfurter Allgemeine Zietung: “Con i suoi carri armati, il  Cremlino attacca l’intero ordine statuale in Europa, il diritto internazionale e la ragione. Putin sta conducendo una guerra in  Ucraina contro tutto cio’ che e’ sacro per le democrazie  occidentali”, osserva la Faz, convinta che “europei e americani non hanno quindi altra scelta che ricorrere alle sanzioni, che  sono dolorose anche per loro stessi, e con le quali Putin era  stato minacciato fino all’ultimo”, anche se “non ci si puo’ aspettare che queste misure dissuadano il Cremlino dal  perseguire i suoi obiettivi di guerra. Ma piu’ che mai e’ in  gioco la credibilita’ dell’Occidente. Troppo spesso si e’  mostrato una tigre di carta di fronte al Cremlino”. Il  quotidiano tedesco mette in evidenza particolare la riunione di  ieri del Consiglio Europeo, che ha concordato nuove e piu’ dure  sanzioni economiche contro la Russia e gli oligarchi del cerchio  ristretto di Putin. “Indeboliremo la base economica della Russia  e la sua capacita’ di modernizzazione”, ha affermato la  presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Financial Times: ex leader europei in fuga da poltrone Mosca

Un’eloquente fotografia di bombardamenti  a tutta pagina, retta dal titolo “Putin scatena l’assalto  all’Ucraina”, domina l’edizione del Financial Times, che dedica  diversi approfondimenti ai molto compositi effetti della guerra  sull’economia continentale e globale. “Le industrie, dagli  alimenti alle automobili, dai produttori di fertilizzanti ai  produttori di aeromobili, saranno colpite dall’interruzione  delle esportazioni” verso la Russia a causa delle sanzioni, nota  il giornale, secondo cui, inoltre, “l’attacco della Russia  all’Ucraina e’ destinato a colpire le catene di  approvvigionamento alimentare globali”. Sul fronte dell’energia,  si vedono gia’ le conseguenze con il petrolio schizzato sopra i  100 dollari al barile e il prezzo del gas in forte ascesa. E  questa impennata dei prezzi del greggio, secondo Ft, “potrebbe  limitare la capacita’ degli Stati Uniti di contenere Putin”  perche’ le sanzioni economiche contro Mosca potrebbero  determinare uno “shock dell’offerta”. Sui mercati, che in  Europa sono precipitati in rosso a differenza di Wall Street, il  quotidiano della City prevede che regneranno per un po’  incertezza e volatilita’. E’ significativo, infine, che l’unico  altro titolo di prima pagina sia dedicato alle dimissioni che  gli ex leader europei si stanno affrettando a dare dagli  incarichi assunti nelle grandi imprese russe al termine dei loro  mandati di governo.

Washington Post: Putin vuole Ucraina stato satellite

Il presidente russo Vladimir Putin  “rappresenta una delle piu’ grandi minacce alla sicurezza per l’Europa dalla seconda guerra mondiale”, la sua “invasione irredentista dell’Ucraina pone rischi significativi per il suo  stesso Paese e solleva preoccupanti domande sulle sue ambizioni di portare Kiev al tallone”: cosi’ il Washington Post ragiona sull’offensiva russa contro Kiev, che domina pressocche’  interamente la prima pagina. Il leader di Mosca, scrive il  giornale, “ha diversi obiettivi nel mirino: non solo rovesciare  il leader ucraino Volodymyr Zelensky, ma anche garantire la  capitolazione dell’Ucraina per farne una versione moderna di uno  stato satellite in stile sovietico, come la vicina Bielorussia”.  Ma il conflitto ucraino serve anche a “rimodellare la sicurezza  europea per adattarla a Mosca e a mettere in secondo piano le  forze Nato attraverso la sua dimostrazione di forza militare”.  Il messaggio agli ucraini e’ che “la loro scelta non e’ tra  Russia e Nato, ma tra Russia e distruzione”. Infine, “a livello  globale, Putin cerca di comunicare ai partner statunitensi che  Washington arrivera’ solo fino a un certo punto nel sostenerli  contro le minacce esistenziali”, ossia non interverra’  militarmente. 

I limiti di Biden

La crisi, osserva il quotidiano in un altro articolo, mostra anche “i limiti della capacita’ di reazione americana. Perche’,  malgrado Biden sia profondo conoscitore della geopolitica  europea e abbia “letto praticamente tutto quello che Putin ha  scritto”, deve prendere atto che “tutti i suoi sforzi  diplomatici e le sue minacce economiche non sono stati in grado  di impedire a un leader autoritario e determinato di invadere un  Paese piu’ debole”. Il ‘Post’ sottolinea, poi, la ricaduta  dell’attacco russo sul partito repubblicano, in cui Trump appare  “isolato” nella sua ammirazione per Putin, mentre altri  esponenti di primo piano del Gop, compresi alcuni trumpiani, si  sono affrettati a condannare con parole molto dure l’offensiva  contro Kiev.  Resta spazio solo per un titolo non riguardante l’Ucraina, ed e’  sulla notizia che tre ex agenti di polizia di Minneapolis sono  stati riconosciuti colpevoli di aver violato i diritti civili di  George Floyd, l’afroamericano la cui morte durante l’arresto ha  partorito il movimento Black lives matter.

Times: dubbi su capacita’ leaderhip di Biden

“Un giorno buio per l’Europa” e’ il  titolone del Times, sulla fotografia in primo piano di una donna  ucraina tra palazzi sventrati dalle bombe, con la testa fasciata  e il volto insanguinato. Il giornale valorizza le evocative  parole del presidente ucraino Zelensky sulla volonta’ di Putin  di alzare “una nuova cortina di ferro” in Europa,  e riferisce  ampiamente sulle misure punitive adottate dal governo britannico  contro imprese e oligarchi russi, mentre Boris Johnson spinge  sugli alleati perche’ la Russia sia estromessa dal sistema di  pagamenti bancari Swift, cosa sulla quale non tutti i Paesi  occidentali sono d’accordo. Il quotidiano londinese dedica un  servizio anche sulle difficolta’ di Biden nell’affrontare la  sfida russa, e riferisce di “crescenti dubbi sulla sua forza di  leadership e resistenza personale” che hanno “alimentato un coro  di attacchi repubblicani sulla sua capacita’ di gestire una  crisi cosi’ grave”. L’impatto economico del conflitto viene  osservato attraverso gli occhi dei consumatori britannici che,  prevede il Times, vedranno volare le loro bollette di gas a luce  fino alla folle media di 3.000 sterline l’anno (quasi 3.600  euro).

El Pais: minaccia a tutti i Paesi dell’ex Patto Varsavia

Con l’attacco contro l’Ucraina, secondo  El Pais, Putin ha cominciato “una pericolosa crociata” e vanno  quindi fermate “la sua aggressivita’ imperialista e la sua idea  di un continente diviso in aree di influenza”. Il presidente  russo, “si e’ comportato con il bullismo dei mafiosi e della  grande criminalita’, prima minacciando, poi mentendo e poi  scatenando una violenza davvero barbara che mette in pericolo la  vita di milioni di cittadini, rovina le economie, compresa  quella russa, e semina disordine nelle relazioni  internazionali”. El Pais avverte che “Putin vuole correggere con  mezzi militari la piu’ grande catastrofe geopolitica del XX  secolo, come ha descritto la scomparsa dell’Unione Sovietica, e  con essa la sconfitta del sistema comunista nella Guerra  Fredda”. Quindi “l’occupazione dell’Ucraina e’ solo il primo  passo di un progetto minaccioso, almeno per tutti i Paesi che  facevano parte del Patto di Varsavia, e soprattutto per le tre  repubbliche baltiche, che furono annesse all’Unione Sovietica e  che attualmente hanno un pericoloso confine con Russia”. Ma,  “non e’ solo la sovranita’ di questi Paesi ad essere in  pericolo”, c’e’ in gioco “il futuro della democrazia in Europa.  E ancora di piu’, perche’ il precedente di Putin apre le porte a  un mondo organizzato secondo la legge della forza”. Il giornale  fa anche il punto sull’impegno militare della Spagna nell’Europa  orientale: ci sono 800 soldati e quattro caccia tra Lettonia e  Ungheria, oltre a tre navi nel Mediterraneo.  

People’s daily: guerra? No, operazione speciale

La prima pagina del People’s daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese,  illumina la posizione cinese sull’Ucraina in modo forse chiaro  delle dichiarazioni ufficiali: il titolo, infatti, dice che “La  Russia ha lanciato un’operazione militare speciale in Donbass”,  usando le stesse parole di Putin, e senza parlare di una guerra.  Il giornale riferisce inoltre ampiamente le dichiarazioni della  portavoce del ministero degli esteri, Hua Chunying, secondo cui  “se a suo tempo tutte le parti avessero promosso colloqui di  pace, esaminato il contesto storico della questione ucraina,  rispettato e accolto le reciproche preoccupazioni in materia di  sicurezza e risolto la questione in modo ragionevole e adeguato  per un atterraggio morbido della situazione”, l’invasione non ci  sarebbe stato. E il giornale chiosa che “i colpevoli delle  tensioni dovrebbero ora pensare a come spegnere l’incendio il  prima possibile con azioni concrete, invece di incolpare gli  altri”. Hua si e’ rivolta direttamente agli Usa, sostenendo che  “non sono qualificati per dire alla Cina cosa fare sulla  questione del rispetto della sovranita’ nazionale e  dell’integrita’ territoriale” e “interferiscono arbitrariamente  negli affari interni della Cina e minano la sovranita’ e la  sicurezza della Cina sulle questioni dello Xinjiang, di Hong  Kong e di Taiwan”.

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