I media internazionali analizzano le consegunze della guerra innescata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
L’Occidente tigre di carte
Putin ha invaso l’Ucraina ma in realta’ la sua e’ “una guerra contro tutto”, titola l’editoriale della Frankfurter Allgemeine Zietung: “Con i suoi carri armati, il Cremlino attacca l’intero ordine statuale in Europa, il diritto internazionale e la ragione. Putin sta conducendo una guerra in Ucraina contro tutto cio’ che e’ sacro per le democrazie occidentali”, osserva la Faz, convinta che “europei e americani non hanno quindi altra scelta che ricorrere alle sanzioni, che sono dolorose anche per loro stessi, e con le quali Putin era stato minacciato fino all’ultimo”, anche se “non ci si puo’ aspettare che queste misure dissuadano il Cremlino dal perseguire i suoi obiettivi di guerra. Ma piu’ che mai e’ in gioco la credibilita’ dell’Occidente. Troppo spesso si e’ mostrato una tigre di carta di fronte al Cremlino”. Il quotidiano tedesco mette in evidenza particolare la riunione di ieri del Consiglio Europeo, che ha concordato nuove e piu’ dure sanzioni economiche contro la Russia e gli oligarchi del cerchio ristretto di Putin. “Indeboliremo la base economica della Russia e la sua capacita’ di modernizzazione”, ha affermato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Financial Times: ex leader europei in fuga da poltrone Mosca
Un’eloquente fotografia di bombardamenti a tutta pagina, retta dal titolo “Putin scatena l’assalto all’Ucraina”, domina l’edizione del Financial Times, che dedica diversi approfondimenti ai molto compositi effetti della guerra sull’economia continentale e globale. “Le industrie, dagli alimenti alle automobili, dai produttori di fertilizzanti ai produttori di aeromobili, saranno colpite dall’interruzione delle esportazioni” verso la Russia a causa delle sanzioni, nota il giornale, secondo cui, inoltre, “l’attacco della Russia all’Ucraina e’ destinato a colpire le catene di approvvigionamento alimentare globali”. Sul fronte dell’energia, si vedono gia’ le conseguenze con il petrolio schizzato sopra i 100 dollari al barile e il prezzo del gas in forte ascesa. E questa impennata dei prezzi del greggio, secondo Ft, “potrebbe limitare la capacita’ degli Stati Uniti di contenere Putin” perche’ le sanzioni economiche contro Mosca potrebbero determinare uno “shock dell’offerta”. Sui mercati, che in Europa sono precipitati in rosso a differenza di Wall Street, il quotidiano della City prevede che regneranno per un po’ incertezza e volatilita’. E’ significativo, infine, che l’unico altro titolo di prima pagina sia dedicato alle dimissioni che gli ex leader europei si stanno affrettando a dare dagli incarichi assunti nelle grandi imprese russe al termine dei loro mandati di governo.
Washington Post: Putin vuole Ucraina stato satellite
Il presidente russo Vladimir Putin “rappresenta una delle piu’ grandi minacce alla sicurezza per l’Europa dalla seconda guerra mondiale”, la sua “invasione irredentista dell’Ucraina pone rischi significativi per il suo stesso Paese e solleva preoccupanti domande sulle sue ambizioni di portare Kiev al tallone”: cosi’ il Washington Post ragiona sull’offensiva russa contro Kiev, che domina pressocche’ interamente la prima pagina. Il leader di Mosca, scrive il giornale, “ha diversi obiettivi nel mirino: non solo rovesciare il leader ucraino Volodymyr Zelensky, ma anche garantire la capitolazione dell’Ucraina per farne una versione moderna di uno stato satellite in stile sovietico, come la vicina Bielorussia”. Ma il conflitto ucraino serve anche a “rimodellare la sicurezza europea per adattarla a Mosca e a mettere in secondo piano le forze Nato attraverso la sua dimostrazione di forza militare”. Il messaggio agli ucraini e’ che “la loro scelta non e’ tra Russia e Nato, ma tra Russia e distruzione”. Infine, “a livello globale, Putin cerca di comunicare ai partner statunitensi che Washington arrivera’ solo fino a un certo punto nel sostenerli contro le minacce esistenziali”, ossia non interverra’ militarmente.
I limiti di Biden
La crisi, osserva il quotidiano in un altro articolo, mostra anche “i limiti della capacita’ di reazione americana. Perche’, malgrado Biden sia profondo conoscitore della geopolitica europea e abbia “letto praticamente tutto quello che Putin ha scritto”, deve prendere atto che “tutti i suoi sforzi diplomatici e le sue minacce economiche non sono stati in grado di impedire a un leader autoritario e determinato di invadere un Paese piu’ debole”. Il ‘Post’ sottolinea, poi, la ricaduta dell’attacco russo sul partito repubblicano, in cui Trump appare “isolato” nella sua ammirazione per Putin, mentre altri esponenti di primo piano del Gop, compresi alcuni trumpiani, si sono affrettati a condannare con parole molto dure l’offensiva contro Kiev. Resta spazio solo per un titolo non riguardante l’Ucraina, ed e’ sulla notizia che tre ex agenti di polizia di Minneapolis sono stati riconosciuti colpevoli di aver violato i diritti civili di George Floyd, l’afroamericano la cui morte durante l’arresto ha partorito il movimento Black lives matter.
Times: dubbi su capacita’ leaderhip di Biden
“Un giorno buio per l’Europa” e’ il titolone del Times, sulla fotografia in primo piano di una donna ucraina tra palazzi sventrati dalle bombe, con la testa fasciata e il volto insanguinato. Il giornale valorizza le evocative parole del presidente ucraino Zelensky sulla volonta’ di Putin di alzare “una nuova cortina di ferro” in Europa, e riferisce ampiamente sulle misure punitive adottate dal governo britannico contro imprese e oligarchi russi, mentre Boris Johnson spinge sugli alleati perche’ la Russia sia estromessa dal sistema di pagamenti bancari Swift, cosa sulla quale non tutti i Paesi occidentali sono d’accordo. Il quotidiano londinese dedica un servizio anche sulle difficolta’ di Biden nell’affrontare la sfida russa, e riferisce di “crescenti dubbi sulla sua forza di leadership e resistenza personale” che hanno “alimentato un coro di attacchi repubblicani sulla sua capacita’ di gestire una crisi cosi’ grave”. L’impatto economico del conflitto viene osservato attraverso gli occhi dei consumatori britannici che, prevede il Times, vedranno volare le loro bollette di gas a luce fino alla folle media di 3.000 sterline l’anno (quasi 3.600 euro).
El Pais: minaccia a tutti i Paesi dell’ex Patto Varsavia
Con l’attacco contro l’Ucraina, secondo El Pais, Putin ha cominciato “una pericolosa crociata” e vanno quindi fermate “la sua aggressivita’ imperialista e la sua idea di un continente diviso in aree di influenza”. Il presidente russo, “si e’ comportato con il bullismo dei mafiosi e della grande criminalita’, prima minacciando, poi mentendo e poi scatenando una violenza davvero barbara che mette in pericolo la vita di milioni di cittadini, rovina le economie, compresa quella russa, e semina disordine nelle relazioni internazionali”. El Pais avverte che “Putin vuole correggere con mezzi militari la piu’ grande catastrofe geopolitica del XX secolo, come ha descritto la scomparsa dell’Unione Sovietica, e con essa la sconfitta del sistema comunista nella Guerra Fredda”. Quindi “l’occupazione dell’Ucraina e’ solo il primo passo di un progetto minaccioso, almeno per tutti i Paesi che facevano parte del Patto di Varsavia, e soprattutto per le tre repubbliche baltiche, che furono annesse all’Unione Sovietica e che attualmente hanno un pericoloso confine con Russia”. Ma, “non e’ solo la sovranita’ di questi Paesi ad essere in pericolo”, c’e’ in gioco “il futuro della democrazia in Europa. E ancora di piu’, perche’ il precedente di Putin apre le porte a un mondo organizzato secondo la legge della forza”. Il giornale fa anche il punto sull’impegno militare della Spagna nell’Europa orientale: ci sono 800 soldati e quattro caccia tra Lettonia e Ungheria, oltre a tre navi nel Mediterraneo.
People’s daily: guerra? No, operazione speciale
La prima pagina del People’s daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, illumina la posizione cinese sull’Ucraina in modo forse chiaro delle dichiarazioni ufficiali: il titolo, infatti, dice che “La Russia ha lanciato un’operazione militare speciale in Donbass”, usando le stesse parole di Putin, e senza parlare di una guerra. Il giornale riferisce inoltre ampiamente le dichiarazioni della portavoce del ministero degli esteri, Hua Chunying, secondo cui “se a suo tempo tutte le parti avessero promosso colloqui di pace, esaminato il contesto storico della questione ucraina, rispettato e accolto le reciproche preoccupazioni in materia di sicurezza e risolto la questione in modo ragionevole e adeguato per un atterraggio morbido della situazione”, l’invasione non ci sarebbe stato. E il giornale chiosa che “i colpevoli delle tensioni dovrebbero ora pensare a come spegnere l’incendio il prima possibile con azioni concrete, invece di incolpare gli altri”. Hua si e’ rivolta direttamente agli Usa, sostenendo che “non sono qualificati per dire alla Cina cosa fare sulla questione del rispetto della sovranita’ nazionale e dell’integrita’ territoriale” e “interferiscono arbitrariamente negli affari interni della Cina e minano la sovranita’ e la sicurezza della Cina sulle questioni dello Xinjiang, di Hong Kong e di Taiwan”.








