Bisogna leggere con attenzione l’analisi odierna di Domenico Quirico, storico inviato di guerra del quotidiano La Stampa e attento analista degli scenari bellici.
Perché incrociando la sua ricostruizione insieme ad una serie di informazioni che emergono dentro e intorno al conflitto le preoccupazioni per l’Europa non possono che aumentare.
“Ci hanno spogliato giorno dopo giorno, con metodo di ogni possibilità di tregua, cessate il fuoco, accordo momentaneo. Di pace, a questo punto, credo che nessuno abbia mai parlato se non per furbizia temporeggiatrice” sostiene Quirico.
Pace impossibile
“Le trattative zoppicanti ambigue ritualistiche sono scivolate nel nulla. Sono morte e sepolte. Si benedicono ormai bandiere da una parte e dall’altra. L’Onu è dichiarato morto di vergogna da uno dei belligeranti (ma questo lo sapevamo dall’inizio di questo disastro, non ci siamo mai illusi) e tutti tacciono tirando un sospiro di sollievo che qualcuno l’abbia detto, per non doversi più occupare di consigli di sicurezza, di veti e di altre cianfrusaglie”.
Un avvenire di guerra
“Adesso – scrive Quirico – la guerra sta per insinuarsi nelle più immediate delle nostre attese, è il nostro avvenire. Risuona leggermente aggiornata, politicamente più corretta la sciagurata domanda retorica: volete burro o cannoni? Come volete si possa rispondere ormai? Ci siamo affannati a presentare lo scontro come una lotta, non per l’Ucraina e il suo territorio, ma tra il bene e il male, la libertà contro le tirannidi, la democrazia contro i camuffati autoritarismi”.
“Siamo caduti nella trappola di Putin”
“Non ci siamo accorti che era proprio quello che Putin voleva e invocava e preparava da tempo. Perché l’invocare una ridefinizione dei rapporti di forza nel mondo che cancellasse l’Ottantanove sovietico serviva a mischiare le carte: voi contro di noi, e il noi è la Russia la Cina contro l’occidente. È il mondo visto da Putin e noi glielo abbiamo offerto. La semplificazione della luce e delle tenebre è perfetta per le tirannidi perché la puoi rovesciare come vuoi a loro vantaggio, chi stabilisce che per tutti noi siamo la luce? Dovevano inchiodarlo semmai a ladro di territori, a invasore bulimico, a fuorilegge”.
“L’invasione vera causa della guerra verrà dimenticata”
“Putin ha iniziato la guerra con la bugia che la Nato voleva accerchiare la Russia (e la Cina). Adesso le carte del mondo che stamperanno a Mosca e a Pechino mostreranno la piantina della Nato versione universale: ecco siamo assediati. Cosa vi dicevamo? Il nostro imperativo era mostrare che ci trovavamo di fronte a una guerra di aggressione brutale dell’Ucraina. Adesso che diventa una guerra mondiale il torto e la ragione in Ucraina non avrà più senso. Le bugie dell’aggressore -conclude Quirico – diventano realtà, la vera causa della guerra verrà dimenticata. Si lotta per sopravvivere. L’odio trionfa”.
Le minacce all’Europa dell’ex braccio destro di Putin
E il monito di Quirico si ritrova plasticamente nelle parole minacciose dell’ex consigliere presidenziale di Yeltsin e Putin, Sergey Karaganov noto come stretto consulente dello zar in politica estera. È l’autore della cosiddetta «dottrina Putin».
Nel 2019 è stato il primo teorizzatore dell’invasione dell’Ucraina, ma a febbraio aveva assicurato che Mosca non avrebbe preso Kiev.
“Vediamo l’esposizione occidentale in atto e una russofobia simile all’intisemitismo tra le due guerre. L’escalation? È molto probabile. La Nato continua ad inviare armi all’Ucraina e così degli obiettivi in Europa potrebbero essere colpiti o lo saranno per interrompere linee di comunicazione” dice in una intervista al Corriere.
Colpire la Ue
E il caos potrebbe investire l’Europa, “se l’Europa non agisce in base ai suoi interessi: quel che fa ora è suicida”. E la NATO secondo Karaganov non interverrebbe con forza. “So che in certe circostanze, gli Stati Uniti potrebbero usare armi nucleari per la difesa dell’Europa. C’è un 1% di possibilità che accada, quindi dobbiamo stare attenti. Ma se un presidente degli Stati Uniti prendesse una decisione simile sarebbe un folle”.
“Ucraina costruita dall’Occidente”
E nell’intervista rilasciata a Federico Fubini teorizza anche le due Ucraine: “una amichevole con noi, l’altra neutrale e demilitarizzata”.
Per Karaganov “l’Ucraina è stata costruita dagli Stati Uniti e altri Paesi Nato come una punta di diamante per avvicinare la macchina militare occidentale al cuore della Russia. Vediamo ora quanto fossero preparati alla guerra”.
Russi militanti contro l’Occidente
Ma l’invasione dell’Ucraina secondo l’ex cogliere di Putin ha anche una funzione politica interna a Mosca: “Questa operazione militare sarà usata per ristrutturare la società russa: diventerà più militante, spingendo fuori dall’élite gli elementi non patriottici”. Poi, la minaccia dell’escalation: “Purtroppo diventa sempre più probabile. Gli americani e i loro partner Nato continuano a inviare armi all’Ucraina. Se va avanti così, degli obiettivi in Europa potrebbero essere colpiti o lo saranno per interrompere le linee di comunicazione”.
“Per vincere diventeremo poveri”
Infine, un pronostico sulla fine della guerra: “Vinceremo noi, perché i russi vincono sempre. Ma intanto perderemo molto. Perderemo persone. Perderemo risorse e diventeremo poveri, per ora. Ma siamo pronti a sacrificarci per costruire un sistema internazionale più giusto e sostenibile. Ora ci stiamo tutti fondendo nel caos. Vorremmo costruire la Fortezza Russia per difenderci da questo caos, anche se per questo diventeremo più poveri”.








