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[Lo scenario] La manifattura rivive l’incubo del 2009

48,4 punti, in calo dai 49,6 punti di agosto. Questi i dati registrati dall’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di settembre, elaborato da Ihs Markit. Il dato è marginalmente inferiore alla lettura preliminare e al consenso a 48,5 punti.

«La pessima combinazione del settore manifatturiero in recessione e l’incremento della pressione inflazionistica aggiungono ulteriori preoccupazioni alle previsioni dell’economia dell’Eurozona. Escludendo le restrizioni pandemiche iniziali, le aziende manifatturiere dell’area euro non hanno mai osservato questi livelli di contrazione della domanda e della produzione dall’apice della crisi finanziaria di inizio 2009», afferma Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence.

«La contrazione è stata principalmente causata dall’impennata del costo della vita, che ha ridotto la capacità di spesa colpendo la domanda. L’aumento dei prezzi energetici però sta sempre più limitando la produzione presso i manifatturieri ad alta intensità energetica. La situazione sembra destinata a peggiorare, con gli ordini in calo ad un tasso significativamente maggiore rispetto a quello della produzione. Sono probabili altri tagli alla produzione nei prossimi mesi a meno che non ci sia una ripresa della domanda», avverte l’esperto.

A settembre poi «la combinazione di costi più alti e crollo della domanda ha trascinato la previsione delle aziende per l’anno prossimo di nuovo in forte ribasso, causando di conseguenza una riduzione degli acquisti di beni e una più bassa crescita occupazionale, in preparazione a un rigido inverno», fa notare Williamson. Infine «la crisi energetica ha controbilanciato il rallentamento della pressione inflazionistica dovuta ai minori ritardi dei fornitori dei mesi recenti. Dopo quattro mesi di rallentamento della pressione sui prezzi, l’inflazione dei costi d’acquisto ha ripreso ad accelerare, ponendo ulteriore pressione al rialzo sull’inflazione dei prezzi al consumo», conclude l’economista.

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