Quello della decarbonizzazione “è un processo che non si può fare dalla sera alla mattina, non può che essere graduale, altrimenti salta il sistema delle imprese e questo noi non lo vogliamo”. Lo dice chiaramente il Vice Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetice Vannia Gava, nel suo intervento di oggi pomeriggio al convegno organizzato a Gela, nella bioraffineria Eni, dalla Fondazione Merita in collaborazione con ENI e dedicato al tema “Gas e carburanti: bio si può”.
Ma, per accelerare la transizione, “è necessario – sottolinea il Presidente di Confindustria Energia Giuseppe Ricci – saper utilizzare al meglio tutto il ventaglio delle opzioni che la scienza mette a disposizione” e saper fare un “gioco di squadra” perché la transizione energetica e ambientale ha un costo, non solo economico, ma soprattutto sociale e, da quest’ultimo decisivo punto di vista, occorre salvaguardare l’occupazione esistente e, anzi, crearne di nuova. Soprattutto al Mezzogiorno.
Su tali indicazioni, a Gela – da un luogo simbolico come la bioraffineria, esempio riuscito di una riconversione non facile – i diversi stakeholder presenti all’iniziativa manifestano piena convergenza. Ad aprire i lavori, coordinati dalla direttrice di “Quotidiano Energia” Romina Maurizi, il Presidente dell’impianto che ospita il confronto Walter Rizzi. Quindi, il Prof Amedeo Lepore (dell’Università “Vanvitelli” di Napoli e socio fondatore di Merita) illustra il position paper che fa un po’ da timone della discussione, sottolineando in modo particolare la prospettiva che si può aprire per l’industria del Sud.
Seguono gli interventi dell’Ad di Snam Stefano Venier (che, tra le altre cose, rimarca l’importanza del biometano per una terra come quella alla quale si rivolge, la Sicilia), quello del Responsabile Biorefining and Supply Eni Michele Viglianisi (“Per la transizione- ripete più volte – serve saper utilizzare tutti gli strumenti disponibili”). Intervengono quindi il Vicepresidente di Utilitalia e Presidente di Hera Ambiente Filippo Brandolini (che rimarca il ruolo degli impianti di trattamento dei rifiuti per la produzione di bio- gas) e l’Ad di Aeroporti di Roma Marco Troncone (che osserva come i bio – carburanti “siano lo strumento chiave per accelerare la riduzione delle emissioni nei settori cosiddetti “Hard to abate”).








