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[Lo scenario] Il Financial Times: «Gli Usa vogliono dagli europei una posizione più dura sulla Cina»

Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni sugli alleati europei affinché prendano una posizione più dura nei confronti della Cina, in modo da contrastare le politiche di Pechino nell’Indo-Pacifico.

Secondo alcune fonti citate oggi dal Financial Times, durante le più recenti conversazioni tra gli Stati Uniti e i suoi alleati della Nato, nelle ultime settimane, Washington ha esercitato pressioni affinché i membri dell’Alleanza transatlantica inasprissero il loro linguaggio sulla Cina e iniziassero a lavorare su azioni concrete per frenare Pechino.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha identificato la lotta alla Cina come il suo principale obiettivo di politica estera all’inizio della sua amministrazione, ma i suoi sforzi sono stati complicati dall’attenzione sull’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio scorso, riferisce il quotidiano.

Ma con l’invasione russa entrata nel suo decimo mese, Washington sta ora facendo uno sforzo concertato per spingere la Cina a rientrare nell’agenda della Nato, ha spiegato una fonte al giornale.

In particolare, gli Stati Uniti starebbero cercando di sfruttare le iniziative intraprese in favore di Kiev, incluso l’essere il più grande fornitore di armi e aiuti all’Ucraina, per ottenere un sostegno più concreto alle sue politiche nella regione indo-pacifica.

“È davvero abbastanza chiaro che hanno deciso che ora è il momento di andare avanti” sulla Cina, ha confermato la fonte, ricordando che la Nato ha concordato a giugno un nuovo “concetto strategico” che “affronta le sfide sistemiche” poste dalla Cina. “Le nostre conversazioni su questi temi continuano”, ha aggiunto il funzionario americano.

Facendo riferimento ai 30 alleati della Nato che hanno approvato il nuovo concetto in un vertice di Madrid a giugno, un esponente del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, inoltre, ha ricordato che i ministri degli Esteri della Nato “affronteranno i modi per rafforzare la resilienza” degli alleati “e le sfide poste dalla Repubblica popolare cinese” durante il vertice di oggi e domani a Bucarest, in Romania.

“Apprezziamo profondamente e incoraggiamo un approccio europeo unito alla Cina”, ha aggiunto il funzionario. D’altra parte, l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Nato, Julianne Smith, ha detto ieri che l’Alleanza ha iniziato a “pensare ai modi in cui può affrontare questa sfida” posta dalla Cina “in termini concreti”.

“Gli alleati cercheranno di implementare ciò a cui hanno aderito”, ha aggiunto, “per passare da ciò che chiamiamo valutazione del problema ad affrontare il problema”.

I ministri, secondo quanto spiegato, dovrebbero discutere in particolare di un nuovo atteggiamento da tenere nei confronti della Cina, volto a rafforzare la posizione dell’alleanza, che a giugno ha identificato per la prima volta Pechino come una “sfida” ai suoi “interessi, sicurezza e valori”.

Molti alleati europei, sostiene tuttavia il Financial Times, temono che le discussioni possano distrarre da quella che considerano la necessità più urgente di cementare un sostegno incrollabile all’Ucraina.

Inoltre, mentre l’Unione europea sta anche valutando i modi per rafforzare le sue relazioni commerciali con la Cina, la stragrande maggioranza dei paesi della Nato, tra cui Germania e Francia, è riluttante ad allineare completamente le sue posizioni sulla Cina con quelle di Washington.

“Diciamo che gli Stati Uniti hanno una certa tendenza a essere prescrittivi, non solo sulla Cina ma su tutto”, ha detto un alto funzionario dell’Ue, che ha suggerito che l’Europa alla fine si allineerà alla posizione degli Stati Uniti.

“Diventeremo, diciamo, completamente isolati e in mezzo tra Cina e Stati Uniti? Non credo”, ha commentato.

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